In Italia nel 2025 riciclato oltre il 77% degli imballaggi
Nel 2025 l’Italia ha riciclato 10.970.000 tonnellate di imballaggi, pari al 77,3% di un immesso al consumo di 14.200.000 tonnellate. Ad annunciarlo è la relazione generale di Conai, presentata il 16 luglio, che documenta annualmente l’andamento del sistema nazionale di gestione degli imballaggi e del loro riciclo. Nel dettaglio, in Italia hanno trovato una seconda vita l’82,2% degli imballaggi in acciaio, pari a oltre 442.000 tonnellate, il 69,5% degli imballaggi in alluminio, pari a 56.000 tonnellate, il 92,6% di imballaggi in carta e cartone, ossia 4.612.000 tonnellate, il 69,7% degli imballaggi in legno, pari a 2.493.000 tonnellate, il 50,5% di imballaggi in plastica, ossia 1.161.000 tonnellate di plastica tradizionale e oltre 44.000 tonnellate di bioplastica compostabile, e più dell’82% di imballaggi in vetro, ossia 2.155.000 tonnellate.
“È un traguardo importante che conferma il primato dell’Italia nell’economia circolare e l’efficacia di un modello fondato sulla collaborazione tra istituzioni, imprese, consorzi e cittadini”, ha dichiarato Vannia Gava, viceministra dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica. “Investire nel riciclo e nell’economia circolare significa coniugare sostenibilità, competitività e crescita. Il Governo continuerà a sostenere questo percorso, favorendo gli investimenti necessari e il rafforzamento del sistema sul territorio. L’economia circolare rappresenta una grande opportunità per il Paese e un modello che l’Italia può mettere a disposizione dell’Europa”.
“Questo traguardo va tuttavia considerato una base di partenza, non un punto di arrivo”, ha commentato Ignazio Capuano, presidente di Conai. “L’attenzione delle imprese, nei prossimi anni, dovrà concentrarsi sempre più sulla progettazione orientata al riutilizzo e alla riciclabilità, oltre che sull’impiego di materie prime seconde, che è fondamentale spingere per chiudere davvero il cerchio. Nel nuovo scenario che si sta delineando, il Consorzio manterrà il suo ruolo di supporto alle imprese, fornendo le competenze tecniche e gli strumenti necessari per adeguarsi anche ai nuovi standard comunitari, e di affiancamento alle pubbliche amministrazioni per promuovere sistemi efficaci ed efficienti di raccolta soprattutto per gli imballaggi domestici, con un’attenzione particolare ai consumi fuori casa”.
(Foto Burgo Group)
Nel 2025 in crescita anche le quantità di imballaggi riutilizzati. Da più di dieci anni il consorzio ha introdotto agevolazioni e semplificazioni per gli imballaggi riutilizzabili, e lo scorso anno quasi 1.355.000 tonnellate di imballaggi riutilizzabili sono stati regolarmente dichiarati al Consorzio, in aumento di oltre 100.000 tonnellate rispetto al 2024, soprattutto grazie alla filiera degli imballaggi in legno sulla quale crescono circuiti di riparazione e riutilizzo aperti e chiusi. Unendo poi al riciclo anche la percentuale di imballaggi avviati a recupero energetico, la quota complessiva di imballaggi usati sottratti alla discarica raggiunge l’86,6%.
Tali risultati sono stati resi possibili anche dal lavoro portato avanti da Conai e dal sistema consortile con i Comuni italiani tramite l’accordo nazionale con ANCI, che nel 2026 è stato rinnovato e trasformato nel nuovo accordo di programma quadro nazionale. Nel 2025 sono stati più di 7.500 i Comuni che hanno stipulato almeno una convenzione con il sistema consortile, con una fetta di popolazione servita pari al 98% degli Italiani. Per supportare i Comuni nel ritiro dei rifiuti di imballaggio in modo differenziato, nel 2025 Conai ha riconosciuto alle amministrazioni locali italiane 892 milioni di euro. Gli imballaggi a fine vita conferiti dai Comuni al sistema Conai nel 2025 sono aumentati in tutte le macroaree del Paese, principalmente per l’andamento sfavorevole del mercato delle materie prime seconde. Rispetto al 2024, percentuali in crescita sia a Nord (+10,9%) sia nel Centro (+11,7%) e nel Sud (+11,6%).
“Conai deve continuare a mettere a disposizione strumenti e servizi per favorire la transizione verso un modello sostenibile”, ha spiegato il presidente Ignazio Capuano. “Al tempo stesso, i risultati raggiunti ricordano che l’economia circolare si realizza solo quando obiettivi europei vanno di pari passo con la pianificazione territoriale e un’adeguata dotazione impiantistica: è questa la condizione indispensabile per garantire continuità ed efficienza al sistema. Per questo è essenziale continuare a lavorare per colmare il deficit impiantistico di cui ancora soffrono alcune aree del Paese”.



