“Imballaggio flessibile, minimalista per natura”: Giflex ha presentato il convegno romano del 6 e 7 novembre
Un anno intenso quello raccontato da Giflex ai rappresentanti della stampa di settore il 31 ottobre a Milano. A partire dal suo quarantesimo anniversario, passando da un’importante attività di accreditamento istituzionale, fino ai due prossimi appuntamenti per il settore: il congresso d’autunno “Imballaggio flessibile, minimalista per natura”, in programma a Roma il 6 e il 7 novembre, e l’evento “Filiera a confronto: l'Italia dell'imballaggio verso la nuova normativa europea” previsto al Senato il 13 novembre. A fare gli onori di casa Alessandra Fazio, presidentessa di Istituto Italiano Imballaggio e Fondazione Carta Etica del Packaging, e Alberto Palaveri, presidente di Giflex.
Alessandra Fazio ha presentato i dati del settore dell'imballaggio flessibile descrivendo un comparto in evoluzione. Il 2024 si è chiuso con un bilancio di luci e ombre: crescita del 4% nei volumi produttivi ma con un fatturato sostanzialmente stabile, evidenziando una compressione dei prezzi dovuta alla riduzione dei costi delle materie prime e alla pressione competitiva. Il packaging flessibile conferma la sua solidità con 422.000 tonnellate prodotte, di cui il 51% destinato all'export (pari a 215.000 tonnellate). Il settore conta circa 100 aziende con 12.000 addetti, garantendo stabilità occupazionale in un mercato dominato dal food (80% degli impieghi) e trainato da e-commerce e cosmetica.
L'orizzonte 2025-2028 offre previsioni di crescita media dell'1-2% annuo, ma il settore deve confrontarsi con il nuovo Regolamento europeo sull’imballaggio e rifiuti di imballaggio (PPWR) che impone una riduzione del materiale immesso al consumo entro il 2030-2035. "Dobbiamo ragionare in termini di CO2 emessa, non solo di peso", ha dichiarato Alberto Palaveri, evidenziando come il packaging flessibile rappresenti solo tre chili sui 500 di rifiuti urbani raccolti annualmente per persona. Inoltre, Palaveri ha sottolineato che la transizione verso tecnologie più sostenibili richiede investimenti significativi che le aziende difficilmente possono sostenere autonomamente, auspicando incentivi pubblici simili a quelli previsti per l'energia rinnovabile.
La due giorni romana si aprirà con la prima sessione, delle cinque previste, dal titolo “L’IA e il mindset strategico per l’azienda”. Il ruolo del packaging come interfaccia attiva, responsabile e relazionale tra marca, filiera e consumatore sarà centrale nella seconda sessione denominata “I nostri clienti e il valore del packaging”. La terza sessione avrà per titolo “La crisi dei modelli globali e di convivenza geopolitica” e riporterà il pubblico in sala al contesto internazionale: dall’Europa al ritorno del Brasile sulla scena mondiale sino all'approccio americano ai principali dossier internazionali. Il secondo giorno proseguirà con la quarta sessione “Minimalismo, design e creatività”: il packaging è una delle forme di comunicazione più potenti; parla prima ancora che il prodotto venga aperto. Non è solo estetica, ma racconto, memoria e posizionamento. La quinta e ultima sessione del congresso sarà infine dedicata a “Sfide legislative: tra riflessioni e azioni”. I due giorni si concluderanno con la tavola rotonda “Cosa chiede la filiera alla politica?”
Giflex sostiene la Fondazione Carta Etica del Packaging con progetti formativi che spaziano dalle carceri alle scuole primarie, per educare al valore del packaging oltre la percezione negativa del consumatore. Il focus è sulla "sostenibilità competitiva": un packaging che sia leggero, riciclabile, funzionale e conveniente per il consumatore finale. La strada verso il 2030 richiede investimenti in tecnologie e un approccio sistemico che valuti l'impatto ambientale complessivo, non solo il peso dell'imballaggio.



