Al K 2025 Euromap fa il punto sul mercato e sul suo ruolo
La domanda di macchine per materie plastiche e gomma, in Europa e a livello globale, è in calo da due anni. La causa di tale andamento va ricercata nella cautela agli in vestimenti da parte delle industrie clienti, frenate dalle incertezze sui mercati di riferimento. Per il 2025 ci si attendeva una ripresa della domanda, soprattutto dagli Stati Uniti; aspettativa che non si è concretizzata a causa dei dazi all’importazione negli USA e delle incertezze commerciali che ne sono derivate. Resta tuttavia la previsione di una ripresa graduale della domanda statunitense e, di riflesso, di un miglioramento del clima d’acquisto a livello mondiale. Questo è quanto emerso dalla conferenza stampa di Euromap al K 2025.
Più in dettaglio, l’Europa continua a guidare la produzione mondiale di macchine per materie plastiche e gomma, con una quota in valore superiore al 40% del totale, seguita da Cina, Stati Uniti e Giappone. Pur essendosi registrato negli ultimi anni uno spostamento a favore della Cina, il Vecchio Continente mantiene una posizione di forza. In ambito europeo, la Germania vale circa la metà della produzione complessiva, mentre Italia e Austria rivestono a loro volta un ruolo di primo piano.
Euromap, l’associazione che rappresenta l’industria europea delle macchine per materie plastiche e gomma, dà voce a circa 500 aziende. Il suo obiettivo è rafforzarne la competitività a livello globale e contribuire attivamente allo sviluppo dell’industria internazionale della plastica.
“Il nostro settore è intrinsecamente globale, con catene di fornitura internazionali strettamente interconnesse. Non è tanto una questione di quote di import/export: questa interdipendenza riflette una divisione globale del lavoro che avvantaggia tutti gli attori”, ha dichiarato Alessandro Grassi, CEO di Frigosystem e vicepresidente di Euromap.
Per crescere, il settore di macchine e attrezzature per plastica e gomma dipende dall’apertura dei mercati. In quanto associazione europea, Euromap supporta i propri associati nell’orientarsi in questo contesto e sostiene una concorrenza leale e condizioni di parità. Euromap mantiene stretti rapporti con le associazioni internazionali dell’industria delle materie plastiche e sostiene attivamente le principali fiere a livello mondiale, perché collaborazione e visibilità sono fondamentali per delineare il futuro del settore.
Perché gli standard tecnici siano efficaci, devono essere applicati dall’industria. È quanto fa Euromap, in qualità di organismo indipendente e internazionale di normazione tecnica per le macchine per materie plastiche e gomma, che da oltre quarant’anni sviluppa raccomandazioni tecniche. Circa dieci anni fa il portafoglio è stato ampliato includendo gli standard digitali. In quel periodo, la digitalizzazione delle linee di produzione è diventata sempre più importante per lo sviluppo futuro, la competitività e la sostenibilità delle aziende.
Tuttora, i dati macchina e la loro comunicazione abilitano maggiore efficienza, funzionalità estese e nuovi modelli di business, a condizione che i dati siano coerenti. Gli standard sono parte essenziale di questo processo. Solo se tutte le macchine “parlano la stessa lingua” i dati possono essere utilizzati in modo efficiente e completo. La standardizzazione riduce i costi, accelera la possibilità di ottenere valore e rende i risultati replicabili tra diversi siti produttivi.
Oggi le Raccomandazioni Tecniche di Euromap sono incentrate su digitalizzazione e Industria 4.0. OPC UA si è affermato come “Global Production Language” ed Euromap ha esteso il proprio lavoro all’Asset Administration Shell (AAS) quale standard per il Digital Twin. Insieme, OPC UA e AAS offrono un linguaggio comune e un modello dati durevole: la base per l’integrazione “plug-and-produce”, dati di sostenibilità affidabili e una compatibilità di lungo periodo.
Per Tobias Baur, CSO di Arburg e presidente di Euromap, “i vantaggi per utilizzatori e clienti sono immediati: minore complessità, meno interfacce e avviamenti più rapidi. I problemi sono risolti più velocemente, le linee funzionano con meno fermi e gli strumenti di pianificazione possono programmare in modo più intelligente, allineando la produzione alla disponibilità e al costo dell’energia. Energia e flussi di materiali diventano trasparenti, abilitando maggiore efficienza, un riciclo migliore e una rendicontazione affidabile della Product Carbon Footprint (PCF)”.



