L’imballaggio flessibile si è riunito a Roma: il 2025 chiuso nel segno di stabilità e solidità

Il congresso di Giflex, dal titolo “Flessibile, un packaging essenziale”, ha chiamato a Roma circa 300 rappresentanti e operatori della filiera dell’imballaggio flessibile a un appuntamento che tra originali linguaggi teatrali e contenuti di rilievo per la filiera, ha fatto da cornice a importanti momenti per l’associazione: dal saluto del presidente uscente, Alberto Palaveri, al passaggio di testimone alla neoeletta presidentessa Neni Rossini, fino all’anniversario dei vent’anni di carriera in Giflex del segretario generale, Italo Vailati.

Il congresso si è aperto il 26 maggio con la sessione inaugurale “Packaging is Theatre” In un originale intreccio tra linguaggio teatrale e temi legati al packaging, gli attori Corrado D’Elia, Chiara Salvucci e Flavio Innocenti hanno messo in scena “Il ritorno del Piccolo Principe”, testo originale di Corrado D’Elia liberamente ispirato all’opera di Antoine de Saint-Exupéry. Accanto agli attori protagonisti, il percorso narrativo si è trasformato in una riflessione contemporanea sui temi della progettazione responsabile e della comunicazione con gli interventi dei designer Valerio Cometti (V12 Design) e Roger Botti (Robilant) mentre la sinologa Giada Messetti si è soffermata sull’importanza di comprendere modelli culturali ed economici diversi tra loro, ma che sempre più viaggeranno su binari paralleli. Dopo un simbolico passaggio di testimone alla neoletta presidentessa Neni Rossini, Alberto Palaveri ha tracciato un bilancio di fine mandato, ripercorrendo i principali obiettivi raggiunti e le sfide affrontate dall’associazione nel corso dei suoi sei anni di presidenza.

Il secondo giorno di evento è stato aperto dalla neoeletta presidentessa Neni Rossini, che ha dichiarato: “Accolgo questo incarico con grande onore e senso di responsabilità. È per me motivo di orgoglio poter rappresentare un’industria dinamica, competente e capace di affrontare con serietà e visione le trasformazioni, anche profonde, che il nostro settore sta vivendo. Giflex è oggi un’Associazione autorevole e di grande valore, grazie alle competenze delle aziende che rappresenta e al lavoro costruito in questi anni”.

La sessione “Scenari geopolitici e trend settoriali” è entrata nel vivo dell’attualità con l’intervento di Brunello Rosa, CEO di Rosa & Roubini Associates, che ha proposto un’analisi sulle sfide geopolitiche globali, i mercati energetici e le loro ripercussioni sul settore industriale. Sui temi della sostenibilità e dell’innovazione tecnologica è intervenuta Anna Marigo, Gruppo Sapio, con l’intervento focalizzato sulle tecnologie per il contenimento e l’abbattimento delle emissioni nei processi produttivi. Per i brand la parola è stata lasciata al senatore Renato Ancorotti, presidente di Ancorotti Cosmetics, che ha offerto la visione del mondo della cosmetica su packaging e sostenibilità. Un focus su Print4All, hub di riferimento per la filiera di printing, converting e finishing, è stato proposto con l’approfondimento di Paola Sarco, Head of Business Unit Building & Industrial Exhibitions di Fiera Milano.

La sessione “Packaging flessibile: il settore, gli eventi, la legislazione” è stata aperta da Annarita Rondelli, Marketing e Communication Manager di Ipack Ima, che si è focalizzata sul valore delle connessioni e dell’ecosistema delle manifestazioni fieristiche di processing e packaging in vista di Ipack-Ima 2028. Gli interventi di Andrea Cassinari, coordinatore dei comitati scientifici di Giflex, e Rosi Barrale, coordinatrice del comitato tecnico di Giflex, con la relazione “Norme, scienza e circolarità: il 2026 riscrive il packaging flessibile”, si sono concentrati sulle scadenze legislative in arrivo su MOCA (materiali a contatto con alimenti) e regolamento PPWR. L’intervento di Roberta Colotta, Manager Public Affairs di Flexible Packaging Europe, ha offerto un aggiornamento a caldo su PPWR e sui requisiti in arrivo da agosto 2026 e ha illustrato la posizione espressa da Flexible Packaging Europe sui rischi di riaprire il testo per evitare nuova incertezza e lavorare invece su regole applicative chiare, tecniche e praticabili.

I lavori congressuali si sono conclusi con una tavola rotonda dedicata alle prospettive applicative del PPWR. Nel panel, moderato dal segretario generale di Giflex, Italo Vailati, sono intervenuti rappresentanti dell’industria, delle istituzioni e del mondo accademico: Marco Taisch (Politecnico di Milano), Roberta Colotta (FPE) e Michele Guala (Giflex).

Nel corso del convegno è stato presentato l’andamento del settore dell’imballaggio flessibile, che ha archiviato un 2025 con una fase di consolidamento e stabilizzazione, confermando la propria solidità industriale in un contesto economico e competitivo sempre più selettivo. L’analisi evidenzia una crescita del fatturato pari all’1,2% con un valore complessivo di 4,4miliardi di euro e un incremento dei volumi produttivi del 2,2%, che riflettono una domanda ancora positiva dopo le forti dinamiche registrate negli anni precedenti. Il comparto mostra tuttavia una crescente polarizzazione: accanto a imprese che continuano a performare positivamente, emergono segnali di contrazione da parte di alcune aziende, riflesso di un contesto competitivo più complesso e selettivo. Parallelamente, il settore continua ad adottare un approccio prudente agli investimenti, concentrati prevalentemente sul rafforzamento della capacità produttiva attraverso nuovi impianti e attività di revamping. Più graduale, invece, risulta l’adozione delle tecnologie emergenti: l’intelligenza artificiale, pur presente nelle strategie aziendali, si trova ancora in una fase iniziale di implementazione e mostra impatti limitati su scala diffusa.

Le prospettive per il 2026 restano orientate alla continuità: la maggior parte delle imprese prevede fatturati stabili o in moderata crescita, delineando uno scenario di evoluzione equilibrata più che di forte espansione. Dal punto di vista dei materiali, il comparto vive una fase di trasformazione progressiva. La plastica continua a rappresentare il materiale predominante nell’imballaggio flessibile, mantenendo un ruolo centrale nelle applicazioni industriali e di consumo. La transizione in atto appare guidata non da logiche di sostituzione radicale, ma da un progressivo riequilibrio verso soluzioni riciclate e più facilmente gestibili a fine vita. Nel complesso, emerge un modello evolutivo pragmatico, nel quale sostenibilità, prestazioni tecniche e scalabilità industriale diventano elementi sempre più interdipendenti nelle strategie delle imprese del settore.