Prezzi di energia e materie prime significativamente più elevati e interruzioni della catena di approvvigionamento hanno caratterizzato il primo trimestre del 2022. "Tuttavia, abbiamo avuto un ottimo inizio di 2022", ha affermato il presidente del consiglio direttivo di Basf, Martin Brudermüller, in occasione dell'assemblea annuale degli azionisti svoltasi in versione virtuale.

Le vendite sono aumentate di 3,7 miliardi di euro rispetto al primo trimestre 2021, raggiungendo 23,1 miliardi di euro. La crescita è stata trainata principalmente dall'aumento dei prezzi, in particolare nei settori Chimica e Materiali ed è stata sostenuta dai positivi effetti valutari in tutti i segmenti.

Il risultato operativo (Ebit) prima delle imposte è aumentato di 497 milioni di euro, toccando 2,8 miliardi di euro, in gran parte grazie alla crescita degli utili nel segmento dei prodotti chimici. In confronto al primo trimestre 2021, l'Ebit è aumentato di 474 milioni di euro, mentre l'utile netto è stato pari a 1,2 miliardi di euro, rispetto a 1,7 miliardi di euro dello stesso periodo dello scorso anno.

Le prospettive macroeconomiche globali sono attualmente soggette a un'incertezza molto elevata. In particolare, è impossibile prevedere l'ulteriore sviluppo della guerra in Ucraina e il suo impatto sui prezzi e sulla disponibilità di energia e materie prime. Di conseguenza, secondo le previsioni, nell’esercizio 2022 Basf dovrebbe registrare vendite tra 74 miliardi e 77 miliardi di euro, un Ebit al lordo delle imposte tra 6,6 miliardi e 7,2 miliardi di euro, un rendimento sul capitale impiegato (ROCE) tra l'11,4 e il 12,6%.

Il contesto di mercato continua a essere dominato da un livello di incertezza eccezionalmente alto. I rischi possono derivare da ulteriori aumenti dei prezzi delle materie prime e nuove sanzioni contro la Russia, come un embargo sul gas naturale, o dalla limitazione delle forniture di gas dalla Russia a seguito di contro-sanzioni. Ulteriori rischi potrebbero derivare dal futuro corso della pandemia di coronavirus e da nuove o più durature misure per contenere i contagi, soprattutto in Cina.

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