A fine settembre 2025, il progetto europeo CIRCULAR FOAM si è concluso con risultati concreti dopo quattro anni di lavoro. Il consorzio, coordinato da Covestro con altri 24 partner tra industria, università e società civile in nove paesi, ha raggiunto il suo obiettivo principale: dimostrare che è possibile chiudere il ciclo dei materiali per le schiume rigide in poliuretano provenienti da frigoriferi e dall'isolamento degli edifici.

Perché le schiume rigide sono un caso difficile
Chi lavora nel settore conosce bene il problema. Le schiume rigide in PU sono materiali termoindurenti: non si rifondono, non si possono rilavorare come i termoplastici. Il riciclo meccanico non è applicabile, e oggi la quasi totalità di questi materiali a fine vita viene incenerita per il recupero energetico, con perdita delle materie prime e le relative emissioni di CO2.

CIRCULAR FOAM ha affrontato questa barriera sviluppando due percorsi complementari. La chemiolisi scompone il polimero nei suoi componenti chimici di base, polioli e ammine, riutilizzabili nella produzione di nuove schiume. La pirolisi intelligente è invece il risultato più innovativo del progetto: un processo termochimico controllato che produce intermedi di alta qualità, tra cui la prima anilina riciclata a basse emissioni di carbonio. Sul fronte ambientale, la nuova tecnologia può ridurre le emissioni di CO derivanti dal trattamento dei rifiuti di PU dei frigoriferi tra il 50 e l'80%. Il consorzio ha realizzato un ciclo completo dei materiali con una capacità operativa di 10 kg/h per pirolisi e distillazione.

Il passo successivo è la scalabilità industriale. La struttura stessa del consorzio indica la strada: chiudere il ciclo dei materiali richiede la collaborazione tra chi produce, chi trasforma e chi gestisce i rifiuti. CIRCULAR FOAM ha costruito questo modello di lavoro, e ora si tratta di trovare i partner adatti per portarlo fuori dal laboratorio.

Una strategia che guarda al 2030
Il progetto si inserisce in una direzione più ampia. A maggio 2026, il Consiglio di Amministrazione di Covestro ha approvato un nuovo quadro di obiettivi di sostenibilità con orizzonte 2030, strutturato su tre pilastri: economia circolare, soluzioni sostenibili e neutralità climatica.

Sul fronte circolare, entro il 2030 tutti i nuovi prodotti dovranno passare per una valutazione obbligatoria di Design for Circularity nel processo di R&D, con l'obiettivo di massimizzare la riciclabilità già in fase di progettazione. Covestro condurrà inoltre valutazioni sistematiche dei percorsi di fine vita dell'intero portafoglio, preparando anche la forza vendita a comunicare queste informazioni ai clienti.

Per il settore della plastica, la traiettoria è chiara. Il riciclo chimico delle schiume in PU non è più solo un tema di ricerca: ha una dimostrazione tecnica solida, una rete di partner costruita e un quadro strategico che lo sostiene. Le aziende che si attrezzano oggi per rispondere a questa domanda saranno in una posizione migliore quando normative e aspettative dei clienti renderanno queste caratteristiche un requisito standard.

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