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Materiali mercoledì, 21 aprile 2021

Video-mostra di Fondazione Plart: come la plastica ha cambiato le nostre cucine

Il cambiamento epocale che investe la cucina a partire dagli Anni Cinquanta, è il tema della video-mostra “Plastic... Free Kitchen” realizzata da Fondazione Plart e curata da Claudio Gambardella. Il titolo gioca sull’abusata formula “Plastic Free” per ribaltarne il significato e mettere in evidenza il ruolo centrale che la plastica ha avuto nella trasformazione della cucina dal più segregato tra gli ambienti della casa a spazio sociale, confortevole e sempre più tecnologico, un posto nel quale tutto è possibile e dove finalmente si dà via libera alla creatività.

 

La ricostruzione di questo passaggio nella modernità è affidata alla voce di testimoni d’eccezione: Giulio Castelli, fondatore di Kartell, presente attraverso un filmato dell’archivio del Politecnico di Torino; Ferruccio Laviani, architetto che di Kartell è da anni stretto collaboratore; Alberto Alessi Anghini, presidente di Alessi, azienda produttrice di casalinghi di lusso. Il tutto impreziosito dallo sguardo storico di 

Anna Giannetti, docente dell’Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli”.

 

Accompagnano i loro racconti le immagini di una cucina degli Anni Sessanta allestita all’interno del Museo Plart come ideale set in cui protagonisti assoluti sono i colori: quelli della fòrmica, della melammina, delle stoviglie in Moplen e dei tanti utensili della fantasiosa linea Family Follows Fiction, oggetti tutti appartenenti alla Collezione Plart. Ne deriva il ritratto di un’epoca mitica segnata dalla plastica, che entra nella vita quotidiana mutando consumi e abitudini, rivoluzionando il mondo del design e contribuendo, così, all’affermazione di uno stile propriamente italiano.

 

La mostra “Plastic... Free Kitchen è fruibile online dal 20 aprile 2021 sul sito della Fondazione Plart e sui suoi canali social. L’iniziativa rientra nel programma di valorizzazione del fondo della collezione, che il Plart ha assunto come missione in questa fase di emergenza Covid-19, che impone la chiusura del museo al pubblico.

 

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