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Tecnologia giovedì, 13 maggio 2021

Un’unica fase per decontaminazione e controllo dell’IV nel riciclo di PET

Oggi, il riciclo di scaglie in PET provenienti da bottiglie post consumo è ben consolidato e l'attenzione si sta spostando verso l'utilizzo di rifiuti in PET di diversa provenienza, come le fibre post industriali e altre fonti post-consumo quali recipienti, vaschette e vassoi termoformati.

 

La differenza nel riciclo di tali materiali consiste nel fatto che nel caso di scaglie in PET provenienti da bottiglie post consumo è accettabile una certa diminuzione della viscosità intrinseca (IV), mentre con le fibre post industriali o i rifiuti in PET di diverso tipo qualsiasi diminuzione della viscosità intrinseca si tradurrebbe in proprietà meccaniche inaccettabili. In questi casi, generalmente la soluzione è quella di eseguire una fase liquida complicata e/o energivora o processi allo stato solido per il potenziamento dell’IV a valle dell’estrusore.

 

L'estrusore MRS di Gneuss per la lavorazione di PET offre elevate prestazioni di decontaminazione e, nel caso di rifiuti post consumo diversi dalle bottiglie, ha l’approvazione per il contatto con alimenti senza dover effettuare alcun trattamento termico aggiuntivo del materiale. Inoltre, la nuova versione MRSjump fornisce una maggiore superficie di scambio sottovuoto, in modo che la policondensazione parziale abbia luogo all’interno dell’estrusore stesso e sia possibile preserva l’IV iniziale. A ciò si aggiunge che l’intensa devolatilizzazione e il prolungato tempo di residenza sottovuoto del polimero possono essere controllati per fornire un IV costante in uscita, nonostante le inevitabili variazioni del livello di umidità residua del materiale in ingresso.

 

Il nuovo sistema MRSjump, quindi, offre sia prestazioni di decontaminazione che rendono il materiale idoneo al contatto con gli alimenti, sia la possibilità di preservare e controllare l'IV in un'unica fase di lavorazione dell'estrusione. Non è necessario trattare il materiale prima dell'estrusione né un ulteriore processo di fusione o di incremento allo stato solido dell’IV dopo l’estrusore. Ne conseguono minore consumo energetico, ingombro e complessità dell’impianto e lavoro per l’operatore, così come migliore qualità dei materiali, maggiore flessibilità e possibilità di utilizzare materiali precedentemente antieconomici da riciclare.

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