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Ambiente martedì, 15 novembre 2022

Ulteriori riduzioni per il CAC imballaggi

Valutati lo scenario attuale della filiera del riciclo degli imballaggi e i pareri dei consorzi Ricrea, Rilegno, Corepla, Biorepack e Coreve, Conai ha stabilito nuove riduzioni, in vigore dal 1° gennaio 2023, del contributo ambientale (CAC) per gli imballaggi in plastica, plastica biodegradabile e compostabile, acciaio, legno e vetro.

 

Tutti i consorzi di filiera che hanno la responsabilità sui materiali oggetto delle riduzioni si trovano oggi nella condizione di poter attingere alle loro riserve economiche. Inoltre, i valori dei materiali riciclati sul mercato, pur presentando in alcuni casi una prima significativa flessione, si mantengono ancora alti e continuano a generare effetti positivi per il sistema consortile, in particolare per plastica, acciaio e vetro. Una situazione che permette così a Conai di approvare nuove diminuzioni dei CAC per cinque materiali di imballaggio. Secondo le stime le riduzioni appena approvate porteranno alle aziende risparmi da CAC per quasi 170 milioni di euro nel corso del 2023.

 

“Il contesto economico vede ovunque aumenti generalizzati e i costi di produzione continuano a crescere per tutte le aziende del Paese”, ha commentato il presidente di Conai Luca Ruini. “Pur in una congiuntura di mercato così delicata, un consorzio di natura privata che persegue obiettivi pubblici riesce a ridurre i contributi ambientali per cinque materiali di imballaggio su sette. Conai è garante del raggiungimento degli obiettivi di riciclo nazionali imposti dall’Europa ed è un consorzio sussidiario al mercato: interviene quando il mercato non ha interesse o non riesce ad avviare gli imballaggi a riciclo. Le variazioni dei contributi ambientali, quindi, sono fortemente influenzate dal mercato. Ma, quando il mercato lo consente, Conai fa la sua parte insieme ai consorzi di filiera per andare incontro alle aziende: è quello che stiamo facendo oggi con queste riduzioni dei CAC”.

 

Il 1° gennaio 2023 entrerà in vigore la classificazione degli imballaggi in plastica in nove fasce con differenti valori contributivi, come annunciato lo scorso giugno. Prosegue così il duplice impegno di Conai per legare sempre più i valori del contributo ambientale sia all’effettiva riciclabilità e al circuito di destinazione sia al deficit di catena, ossia al rapporto fra costi e ricavi delle attività di raccolta, selezione e riciclo degli imballaggi.

 

La vecchia fascia A1, il cui CAC era pari a 60 euro/tonnellata, sarà divisa in due: A1.1 e A1.2, per separare gli articoli sui quali Corepla riconosce un corrispettivo per le attività di rigenerazione e riciclo (fusti e cisternette IBC, che saranno in fascia A1.2). Per la A1.2 il CAC resta invariato. Per la A1.1, invece, scende a 20 euro/tonnellata. Invariata la fascia A2, e invariato anche il suo CAC (150 euro/tonnellata).

 

Segmentata in due fasce anche la B1: si divide in B1.1 e B1.2, con l’obiettivo di separare gli articoli in PET (in B1.2) dagli articoli in HDPE (che saranno in B1.1). Per entrambe le fasce il CAC rimane pari a 20 euro/tonnellata. Si scompone in tre fasce la vecchia fascia B2. I contenitori rigidi in polipropilene rientreranno in B2.1, per cui il CAC passa da 410 a 350 euro/tonnellata. Gli articoli riciclabili a base poliolefinica passano nella fascia B2.2, il cui CAC resta pari a 410 euro/tonnellata. Nasce invece la fascia B2.3 per accogliere quegli imballaggi con filiere di riciclo sperimentali e in consolidamento, che escono dalla fascia C. Per loro, un passaggio dai 560 euro/tonnellata della fascia C a 555 euro/tonnellata.

 

La fascia C, pur assottigliata, resta in vigore per gli imballaggi non ancora selezionabili o riciclabili allo stato delle tecnologie attuali. Per loro il CAC non varia: 560 euro/tonnellata.

 

Un percorso complesso, ma che vuole allinearsi ai criteri di modulazione del contributo ambientale indicati dalla legge, in particolare durevolezza, riparabilità, selezionabilità, riutilizzabilità, riciclabilità e presenza di eventuali sostanze pericolose. Dal 1° luglio 2023 inoltre sono previsti aumenti per tre fasce del CAC plastica al fine di correlarne i valori sempre di più ai costi necessari per avviare a riciclo le tipologie di imballaggi in plastica incluse in quelle fasce. Il CAC della fascia A1.2 passerà da 60 a 90 euro/tonnellata, il CAC della A2 da 150 a 220 euro/tonnellata e il CAC della B2.2 da 410 a 477 euro/tonnellata.

 

Nonostante questi aumenti il contributo medio per gli imballaggi in plastica nel 2023 si conferma in diminuzione rispetto al 2022. “Tre aumenti che abbiamo deciso di far entrare in vigore solo nel secondo semestre”, ha spiegato il presidente Ruini. “Sono costi già necessari per avviare correttamente a riciclo quei polimeri plastici, ma abbiamo voluto questa dilazione per dare alle aziende un piccolo aiuto in vista dell’inverno complicato che ci aspetta”.

 

Il valore del CAC per la bioplastica compostabile si riduce da 294 a 170 euro/tonnellata. Biorepack, consorzio riconosciuto nel novembre 2020, alla luce del primo biennio di attività, è entrato nel pieno dell’operatività, che consente una riduzione del contributo ambientale per le bioplastiche. Dal 1° gennaio 2023 il risparmio previsto per gli utilizzatori di imballaggi in bioplastica compostabile si stima in circa 9 milioni e 400mila euro.

 

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