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Ambiente martedì, 14 ottobre 2014

Sequestrati 20 milioni di elastici colorati per braccialetti

Nei giorni scorsi vari quotidiani nazionali hanno pubblicato la notizia del sequestro a Milano di 20 milioni di piccoli elastici colorati utilizzati dai bambini per realizzare braccialetti “fai da te”, molto in voga la scorsa estate. L’intervento è stato effettuato dall’Unità Antiabusivismo della Polizia Locale del capoluogo lombardo, che ha denunciato tre donne cinesi che vendevano all’ingrosso elastici contenti pericolose percentuali di ftalati, contraffati imitando i prodotti americani, sicuri per la salute. Le confezioni sequestrate erano prive del marchio CE e della documentazione tecnica attestante la rispondenza ai requisiti di sicurezza previsti dalla legge.

A seguito dell’accaduto, Assogiocattoli, principale associazione di settore che rappresenta i più importanti produttori e distributori di giocattoli in Italia, ha precisato, con un comunicato stampa ufficiale, che si tratta unicamente di prodotti contraffatti e importati illegalmente, di cui, tuttavia, esiste una produzione legale in regola con le norme europee che disciplinano il settore del giocattolo.

Tale doverosa precisazione intende fare chiarezza su questo aspetto per difendere l’attività di quelle aziende italiane che operano nel pieno rispetto delle norme vigenti, importando e producendo giocattoli che hanno superato i test richiesti dalla normativa europea, sia per quanto riguarda gli elementi che li compongono sia per le relative avvertenze.

Assogiocattoli ritiene necessario fare maggiore chiarezza in merito alla pericolosità degli elastici colorati posti sotto sequestro. È evidente che il problema è da individuare unicamente nell’assenza di garanzie di sicurezza del prodotto contraffatto e non degli elastici in quanto tali, dei quali esiste una produzione perfettamente legale e rispondente a tutti i requisiti previsti dalla legge. Questa affermazione è ancora più vera nei riguardi di sostanze chimiche come alcuni ftalati, indicati correttamente come fonte di pericolo per la salute, la cui assenza è certificata nel prodotto importato e distribuito legalmente da test effettuati e certificati da laboratori specializzati.

Anche l’origine geografica, spesso indicata in tali notizie come genericamente “cinese”, non va considerata un fattore discriminante, in quanto vi sono giocattoli prodotti in quell’area che sono assolutamente conformi ai requisiti imposti dalla Comunità Europea, la cui legislazione, va sottolineato, è riconosciuta come una delle più restrittive.

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