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Tecnologia giovedì, 21 aprile 2022

Ridurre costi e materiale nei tubi proteggi-cavi

I tubi in plastica per la protezione dei cavi interrati da agenti esterni e danni accidentali devono soddisfare standard appropriati che identifichino chiaramente le proprietà del condotto. Tra le altre cose, tali standard specificano il rapporto diametro/spessore della parete, che fissa la quantità di materiale per metro lineare di tubo. Per risparmiare sui costi, sono spesso utilizzati materiali riciclati o di seconda scelta. Un altro approccio per ridurre costi e consumo di materia prima è quello di produrre tubi con schiume termoplastiche. In tal caso, gas come diossido di carbonio o azoto sono introdotti nel polimero fuso e miscelati nell’estrusore affinché nello strato interno della parete del tubo si formi un espanso microcellulare che riduce il peso e la plastica impiegata.

 

In un progetto congiunto di Hans Weber Maschinenfabrik e Promix Solutions sono stati determinati fattibilità, praticità e potenziale di risparmio. A tale scopo, Weber ha fornito un estrusore NE7.40 per lo strato intermedio espanso e un estrusore NE5.40 per gli strati interno ed esterno. Inoltre, sono state utilizzate una testa a tre strati PKM250 e apparecchiature quali sezioni di raffreddamento, traino e taglio. Promix Solutions ha fornito una centralina N400 con iniettore specifico per il dosaggio preciso dell’azoto e uno scambiatore di calore miscelante P1 180 per omogeneizzare e ridurre la temperatura del fuso. Durante le prove iniziali è stato impiegato ed espanso l’HDPE HE3490 LS di Borealis per produrre un tubo portacavi DN110 x 6,3.

 

Dopo la produzione di un campione di riferimento non espanso, la quantità di gas dosato è stata gradualmente aumentata, determinando una riduzione del peso fino al 26% e al 15% rispettivamente con materiale vergine e riciclato. Il tubo è stato in seguito testato, soddisfacendo tutti i requisiti. Particolare attenzione è stata riservata alla rigidità anulare e al test di caduta e sulla base dei risultati positivi, il test è stato ripetuto con uno strato interno espanso in HDPE riciclato, dimostrando anche in questo caso buona lavorabilità e stabilità di processo. L’espansione microcellulare dei tubi in plastica risulta il modo ideale per risparmiare materiale e ridurre l’impatto della CO2 nel processo produttivo. Contrariamente alla produzione di espansi termoplastici con espandenti chimici esotermici, non vengono utilizzati additivi SVHC estremamente problematici e si evita anche l’accumulo di additivi tramite l’impiego di rimacinati. Inoltre, la tecnologia può essere utilizzata anche per altri tipi di tubi.