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Marketing venerdì, 16 aprile 2021

Nel primo trimestre 2021 crescono gli ordini di macchine utensili

Nel primo trimestre del 2021 torna a crescere la raccolta ordini di macchine utensili da parte dei costruttori italiani. In particolare, l’indice Ucimu, elaborato dal Centro Studi e Cultura di Impresa dell’associazione, rileva, nei primi tre mesi dell’anno, un incremento del 48,6% rispetto allo stesso periodo del 2020, mentre in valore assoluto l’indice si è attestato a 169 (base 100 nel 2015).

 

Il risultato complessivo è stato determinato principalmente dall’eccellente prestazione dei costruttori sul mercato domestico. Sul fronte interno, infatti, i costruttori italiani rilevano un incremento degli ordinativi pari al 157,9% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, con il valore assoluto dell’indice attestato a 195,5. Sul fronte estero, gli ordini sono cresciuti del 30,5% rispetto al periodo gennaio-marzo 2020 e l valore assoluto dell’indice si è attestato a 155.

 

“I dati registrati in questo primo trimestre sono sicuramente positivi e ci permettono di tirare un po’ il fiato dopo mesi di grande difficoltà. Detto ciò, gli incrementi rilevati vanno ben ponderati: si confrontano, infatti, con i risultati messi a segno in un periodo, quello della prima parte del 2020, davvero difficile perché, di fatto, dalla fine di febbraio ci siamo trovati a dover fronteggiare i primi effetti della pandemia internazionale”, ha affermato la presidente di Ucimu-Sistemi per produrre, Barbara Colombo (nella foto sotto).

 

“Il mercato interno, che già a fine 2020 avevamo percepito avesse ripreso a macinare ordini, sta rispondendo bene, sostenuto in questo anche dalle misure di incentivo agli investimenti in nuove tecnologie di produzione previsti dal Piano Transizione 4.0. Anche le indicazioni raccolte sui mercati stranieri sono positive ma la ripresa presenta velocità differenti: Cina e Stati Uniti hanno un’attività decisamente vivace, mentre i paesi dell’area euro hanno ingranato soltanto ora. Il fatto che il mondo stia riprendendo a fare investimenti in nuove macchine utensili e in nuovi sistemi di automazione è senza dubbio un’ottima notizia ma noi costruttori italiani rischiamo di rimanere in parte estranei alle opportunità che alcuni mercati sono in grado di offrire in questo momento, a causa del persistere delle limitazioni alla mobilità delle persone”, ha continuato Colombo.

 

“Per questo, visto il posizionamento temporale nell’ultimo trimestre dell’anno, periodo che ragionevolmente dovrebbe coincidere con il ritorno alla normalità grazie alla vaccinazione di massa, Emo Milano 2021, in programma dal 4 al 9 ottobre a FieraMilano di Rho, sarà per noi costruttori italiani (e non solo) un appuntamento ancora più importante, in occasione del quale dovremo sfruttare al massimo tutte le opportunità offerte da un evento di questa caratura che torna in Italia dopo sei anni e soprattutto dopo oltre un anno e mezzo di stop forzato agli eventi espositivi internazionali”, ha aggiunto la presidente.

 

Le indicazioni di mercato, insieme al procedere della campagna vaccinale, che anche in Italia nelle ultime settimane sembra essere entrata nel vivo, fanno ben sperare rispetto alla riuscita di Emo Milano 2021 in occasione della quale le imprese presenteranno la propria offerta agli operatori dell’industria manifatturiera mondiale che arriveranno a Milano.

 

La manifestazione ha raccolto al momento, adesioni da 28 paesi del mondo; i più importanti operatori internazionali hanno già confermato la loro partecipazione, consapevoli dell’enorme potenziale commerciale offerto dall’evento. Vi sono però ancora delle imprese che preferiscono attendere nel confermare la propria partecipazione, per avere maggiori certezze rispetto alle modalità di svolgimento della fiera.

 

“Per questo alle autorità di governo chiediamo di poter avere al più presto indicazioni chiare e puntuali perché, se è vero che a Emo Milano 2021 mancano ancora sei mesi, è altrettanto vero che l’organizzazione della presenza a un evento di questo tipo va definita ora”, ha concluso Barbara Colombo.