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Marketing martedì, 11 maggio 2021

Nel 2020 cala il consumo di PVC in Italia

 

La tradizionale indagine realizzata da Plastic Consult per conto di PVC Forum Italia sul consumo di PVC in Italia evidenzia che nel 2020 sono state lavorate 590 mila tonnellate di tale polimero, con un calo del 7% circa rispetto al 2019. La riduzione risulta in linea con quella del mercato italiano dei materiali termoplastici, il cui consumo è passato da 5,69 milioni di tonnellate nel 2019 a 5,36 milioni di tonnellate nel 2020, pari a una diminuzione del 6%, tornando ai livelli del 2014.

 

Questi dati sono sicuramente correlati all’emergenza Covid-19, che ha fortemente influenzato i diversi mercati per gran parte del 2020, stravolgendo le prospettive dell’intero comparto industriale, compreso il settore delle materie plastiche. L’emergenza sanitaria globale ha avuto come dirette conseguenze anche consumi finali in netto calo, con una forte propensione delle famiglie al risparmio, e una produzione industriale molto negativa soprattutto nei mesi marzo, aprile e maggio. Il comparto edilizia e costruzioni è ripartito solo a luglio con il traino dell’Ecobonus 110%. Nella parte finale dell’anno si è assistito a una leggera ripresa dei consumi.

 

Le 590 mila tonnellate di PVC lavorate in Italia nel 2020 sono divise tra 287 mila tonnellate di PVC rigido e 303 mila di PVC plastificato, che in proporzione ha perso un po' meno del primo. Il 64% del totale è rappresentato da resina, mentre il rimanente 36% da compound. La suddivisione del consumo di PVC per tipo e settore applicativo fotografata nel 2020 riflette la ripartizione registrata negli ultimi anni, come risulta dalla tabella seguente.

 

Settori

applicativi

PVC

rigido

Tonnellate

PVC plastificato

Tonnellate

Totale PVC

Tonnellate

%

Edilizia/costruzioni

172.000

21.000

193.000

32,7

Imballaggio

35.500

24.500

60.000

10,2

Elettricità

2.500

52.000

54.500

9,2

Mobile/arredamento

12.500

12.000

24.500

4,2

Cartotecnica

14.000

11.000

25.000

4,2

Tempo libero -

-

24.500

24.500

4,2

Agricoltura

13.000

-

13.000

2,2

Telecomunicazioni

-

12.000

12.000

2,0

Trasporto

-

17.000

17.000

2,9

Calzature/abbigliamento

-

7.500

7.500

1,3

Elettrodomestici

500

6.500

7.000

1,2

Diversi*

10.000

62.500

72.500

12,3

Compound esportato

27.000

52.500

79.500

13,5

TOTALE

287.000

303.000

590.000

100,0

*Articoli medicali, usi tecnici, altri (valigeria, marocchineria, lastre espanse, nastri trasportatori ecc.)

 

L’edilizia, storicamente primo settore applicativo del PVC, con 193 mila tonnellate registra un calo in linea con quello generale del polimero (-7%) e con quello delle applicazioni legate all’elettricità (soprattutto PVC flessibile protettivo di cavi e fili). Più marcata, intorno al 15%, è la riduzione di imballaggio (60 mila tonnellate) e mobili/arredi (24500 tonnellate). Da segnalare, infine, l’ottima tenuta del compound esportato che perde solo il 2% e si conferma il settore applicativo meno colpito dalle conseguenze della pandemia.

 

Per quanto riguarda il PVC riciclato, alla ridotta disponibilità di scarti pre consumo da avviare a rigenerazione, si è aggiunto lo sfavorevole posizionamento di prezzo dei riciclati post consumo, durato alcuni mesi, che ne ha frenato lo sviluppo. La produzione complessiva di riciclato si ferma a volumi intorno o di poco inferiori a 80-85 kTon, con il post consumo che ne rappresenta circa il 30%. Un concreto aiuto a questo settore può arrivare dall’R-PVC Hub di PVC Forum Italia, una piattaforma di “collaborazione” tra tutti gli attori del riciclo del PVC: chi raccoglie i rifiuti, chi li tratta e chi produce articoli contenente riciclato.

 

Per l’immediato futuro, nuove opportunità potrebbero derivare da una gestione costruttiva della crisi ancora in atto, magari sfruttando potenziali sinergie o collaborazioni tra imprese, a tutti i livelli. Per esempio, attraverso ricerca e innovazione per proporre nuove soluzioni a una società in cambiamento, creando o reinventando nuove applicazioni industriali in PVC e puntando su igiene e sterilità che rimarranno traini per i prossimi anni.

 

A livello macro, nel 2021 si dovrebbe assistere a un rimbalzo dell’economia italiana e della produzione industriale, tanto destinata al mercato interno che estero. Dopo il recupero nella parte terminale del 2020, per il PVC rigido il 2021 si è aperto con un buon livello della domanda in numerose applicazioni. Anche il PVC plastificato ha chiuso lo scorso anno in recupero e per l’anno in corso le prospettive sono favorevoli. La domanda è mediamente tonica e pressoché tutte le applicazioni principali sono previste in crescita. Per i riciclati, il contesto esterno e normativo risulta favorevole al loro sviluppo con sempre più richiesta di prodotti a maggiore contenuto di riciclato.