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Ambiente lunedì, 9 novembre 2020

Nasce MyRechemical: NextChem entra nel riciclo chimico

A poche settimane dal lancio del marchio MyReplast per la tecnologia di upcycling delle plastiche riciclabili, NextChem, parte del Gruppo Maire Tecnimont, lancia MyRechemical, una nuova società interamente controllata dedicata alla valorizzazione chimica delle plastiche non riciclabili e ai processi “Waste to Chemical”. Con questa ulteriore iniziativa NextChem può offrire su scala industriale una piattaforma completa e integrata per il recupero di tutte le tipologie di rifiuti plastici.

 

Il portafoglio tecnologico di MyRechemical consente la produzione di diversi prodotti chimici e carburanti circolari, a basso impatto carbonico e alto valore aggiunto. I prodotti circolari ottenuti dal recupero mediante conversione chimica dei rifiuti consentono un abbattimento delle emissioni di CO2 quando usati in sostituzione di prodotti derivati da idrocarburi e permettono di evitare le emissioni prodotte dall’incenerimento dei rifiuti, incrementandone invece il tasso di riciclo.

 

L’iniziativa di NextChem giunge a seguito dell’importante positivo riscontro ottenuto su proposte connesse al Waste to Chemical (su cui l’azienda è al lavoro per diversi progetti con varie società petrolchimiche, tra cui Eni): da qui l’esigenza di creare una entità giuridica dedicata nella quale concentrare le competenze tecniche necessarie per lo sviluppo e la commercializzazione di una soluzione tecnologica che riscuote sempre maggiore interesse sul mercato. Amministratore Delegato è Giacomo Rispoli, già Rrsponsabile del Waste to Chemical in NextChem, figura di pluridecennale esperienza nel settore Oil & Gas e delle tecnologie per l’industria e la transizione energetica.

 

La piattaforma è frutto di un lavoro di integrazione tra diverse tecnologie, alcune proprietarie e altre per le quali la società ha accordi di licensing. Cuore del processo è la conversione chimica del carbonio e dell’idrogeno contenuti nei rifiuti (plasmix, CSS, frazione secca) mediante ossidazione parziale e successiva purificazione, da cui si ottiene un gas di sintesi a basso contenuto carbonico, in grado di essere convertito, con opportune estensioni di processo, in idrogeno, metanolo, etanolo e derivati, prodotti a più basso tenore di carbonio rispetto a quelli da fonti fossili, che possono essere ricompresi nella categoria dei carburanti ad alta sostenibilità.

 

Questa soluzione mette insieme i vantaggi ambientali dell’economia circolare e quelli della decarbonizzazione e si sposa con l’esigenza di riconversione delle raffinerie di tutto il mondo, processo necessario in un’ottica di transizione energetica dalle fonti fossili alle energie rinnovabili per il contenimento dell’aumento della temperatura del pianeta e dei cambiamenti climatici a esso correlati.