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Ambiente venerdì, 26 novembre 2021

Montello investirà 400 milioni in sostenibilità entro il 2025

“Abbiamo previsto investimenti per 400 milioni di euro in sostenibilità spendibili interamente entro il 2025 se la Regione Lombardia ci sosterrà con autorizzazioni rilasciate nei minimi tempi previsti dalle Norme”, ha dichiarato Roberto Sancinelli (nella foto in basso a destra), presidente e amministratore delegato di Montello, deciso a mantenere l’azienda ai vertici dell’eccellenza nazionale e internazionale, in occasione del “2° Forum Regionale per lo Sviluppo Sostenibile” promosso da Regione Lombardia.

 

A oggi presso gli impianti di riciclo della Montello vengono conferite oltre un milione di tonnellate all’anno di rifiuti provenienti dalla raccolta differenziata di imballaggi in plastica post consumo e umido organico in ingresso da cui in uscita l’80% diventa nuovi prodotti quali biometano, anidride carbonica per l’industria delle bevande, fertilizzante organico e materie prime seconde. Il 20% di residui decadenti dalle attività produttive viene inviato a recupero energetico e discarica presso impianti terzi autorizzati al loro smaltimento.

 

“Desidero sottolineare che l’indice di riciclo dell’80% in output è largamente superiore, già da oggi, al 65% previsto al 2030 dall’Unione europea. Inoltre, i processi di riciclo applicati sono considerati “carbon negative”. Montello, infatti, recupera anche la CO2 generata dai processi che, opportunamente trattata, viene utilizzata nel beverage per la carbonatazione. Stiamo lavorando a chiusura del cerchio delle attività di riciclo, in linea con il pieno indirizzo di economia circolare, alla valorizzazione energetica dei residui decadenti dalle nostre attività”, ha proseguito Sancinelli.

 

“Dalla valorizzazione energetica sarà ricavata energia per autoconsumo in sostituzione dell’energia che oggi viene importata e prodotta tramite gas naturale fossile. In particolare, mi riferisco alla produzione di vapore per i nostri processi di lavaggio della plastica, operazione indispensabile per il riciclo, e al processo in termofilia della digestione anaerobica che garantisce l’igienizzazione del digestato fertilizzante. Con il calore residuo sarà inoltre realizzato un teleriscaldamento a servizio delle aree industriali e pubbliche dei Comuni limitrofi”, ha aggiunto il presidente di Montello.

 

Un impianto innovativo per la disgregazione molecolare delle plastiche consentirà di generare un prodotto da utilizzare anche nel processo di cracking per la produzione di nuove plastiche. Sui capannoni sarà inoltre installato un impianto fotovoltaico da 4,5 MW. Infine, tra i progetti della società rientra la produzione di idrogeno sia verde che blu, che sarà messo a disposizione anche di FNM (Ferrovie Nord Milano) per il progetto pilota del treno della Valle Camonica e per i progetti dei tram interurbani delle valli Seriana e Brembana oltre che per la messa in rete di trasporto di gas metano naturale per altri utilizzi.

 

“Ci auguriamo che la legislatura in merito alle attività di riciclo non tarpi le ali al mercato dei rifiuti-risorsa e quindi alla concorrenza che sono la base dello sviluppo e dell’innovazione tecnologica e non si faccia, al contrario, dell’assistenzialismo i cui costi, poi, ricadrebbero sui cittadini. È ormai chiaro che nel tempo il rifiuto-risorsa non sarà più un onere per il cittadino, le aziende che ne necessitano per le loro attività produttive dovranno pagare per averlo e il rifiuto-risorsa sarà un’entrata positiva per i Comuni. Tutto questo, però, si realizzerà solo a condizione che si operi concretamente nell’indirizzo di economia circolare e non con iniziative incomprensibili quali, ad esempio, l’affidamento da parte di alcuni Comuni delle attività di riciclo a soggetti a cui garantiscono la disponibilità del rifiuto-risorsa togliendolo dal mercato e garantendo pure il prezzo di conferimento per un periodo anche di vent’anni, assicurando al soggetto investitore il ritorno economico e pure l’utile, il tutto a carico del cittadino tramite la tassa sui rifiuti. La Corte dei Conti potrebbe chiedere a questi amministratori di giustificare le risorse pubbliche così impegnate. Ma, il processo di economia circolare come fattore di sostenibilità è cominciato ed è e sarà irreversibile”, ha concluso Sancinelli.

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