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Ambiente venerdì, 8 aprile 2022

Lo schema Plastica Seconda Vita accreditato da Circular Plastics Alliance

Tra gli schemi finora approvati da Circular Plastics Alliance per comunicare all’Unione Europea l’impiego di plastiche riciclate con l’obiettivo di riutilizzare 10 milioni di tonnellate entro il 2025, Plastica Seconda Vita è l’unico italiano. I dati IPPR (Istituto per la Promozione delle Plastiche da Riciclo) rivelano che in Italia siamo già a buon punto in tale direzione: oltre un milione le tonnellate riciclate nel 2020, soprattutto post consumo, il 18% di tutte le materie plastiche utilizzate.

 

Questi dati devono essere verificati e registrati tramite un sistema condiviso. La Circular Plastics Alliance, sotto il controllo della Commissione europea, ha implementato un sistema per la raccolta e la registrazione di questi dati generati dalle aziende e validati tramite schemi di certificazione. Plastica Seconda Vita è tra questi. I suoi audit verificano il bilancio di massa sull’intero anno solare: è quindi possibile utilizzare i dati ottenuti per la registrazione, tramite i sistemi approvati da CPA per questo passaggio, dei volumi di plastiche riciclate da pre o da post consumo incorporate in nuovi prodotti. Si possono registrare gratuitamente i dati tramite la piattaforma More.

 

IPPR conferma dunque ancora una volta il suo ruolo primario nella diffusione della cultura del riciclo, attestato dagli oltre 6500 prodotti già certificati Plastica Seconda Vita. Questo è uno schema riconosciuto da Accredia, offrendo le massime garanzie di oggettività, e permette di verificare la conformità del contenuto di riciclato ai CAM (Criteri Ambientali Minimi) del Ministero della Transizione Ecologica. Inoltre, applica standard internazionali, come la norma UNI EN ISO 14021 ed è un marchio valido anche all’estero, così da risultare un passaporto sui mercati internazionali. Infine, supporta le dichiarazioni di contenuto di riciclato con dati oggettivi e verificati, superando il rischio di “greenwashing”.