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Ambiente giovedì, 10 giugno 2021

Le critiche di EuPC alle linee guida della direttiva SUP

Le linee guida della direttiva SUP sono un lungo elenco di incongruenze e domande rimaste senza risposta. È la critica che EuPC, l’associazione europea dei trasformatori di materie plastiche, muove al provvedimento della Commissione europea che entrerà in vigore a breve.

 

Con quasi un anno di ritardo, le tanto attese linee guida della direttiva sulle plastiche monouso sono state finalmente pubblicate a fine maggio 2021, si legge in un comunicato stampa dell’associazione. Tale documento rappresenterà il “vademecum” per l’attività dei legislatori nazionali ed europei nell'ambito del recepimento e dell'attuazione della direttiva, ma questo ritardo ha già dato i primi segnali di recepimenti differenti e non armonizzati in tutta l'Unione Europea, con il termine del mese di luglio che si avvicina.

 

Inoltre, prosegue il comunicato, le linee guida non forniscono la chiarezza necessaria per consentire alle aziende europee di pianificare un adeguamento delle loro attività e produzioni alla direttiva. Secondo il testo della direttiva, uno dei principali criteri per identificare un contenitore per alimenti monouso avrebbe dovuto essere la sua “tendenza a diventare rifiuto, dato il suo volume o le sue dimensioni, in particolare per le porzioni monodose”. Le linee guida però non individuano criteri oggettivi che possano determinare quando una porzione di alimento può essere considerata monodose, a cui l’affermazione “il volume e le dimensioni rilevanti possono variare in funzione del valore nutrizionale degli alimenti contenuti e delle abitudini di consumo nell'Unione” non fa che aggiungere incertezza.

 

Per EuPC il legislatore europeo ha trovato solo una soluzione discutibile nell'applicazione, per analogia, della soglia massima di 3 litri fissata dalla direttiva ai contenitori per bevande e alimenti. Oltre alla logica impraticabilità di misurare un alimento attraverso l'uso di un'unità che normalmente si applica ai liquidi, le linee guida mostrano una chiara mancanza di coerenza: tra gli “elementi chiave per distinguere i contenitori per alimenti dai contenitori per bevande” è il documento stesso che elenca l'unità in cui è espressa la quantità di alimento o bevanda, specificando che “in genere le bevande sono espresse in volume (per esempio millilitri) e gli alimenti in peso (per esempio grammi)”.

 

L’associazione però ritiene coerente la decisione della Commissione europea di includere esplicitamente nel campo di applicazione della direttiva gli articoli in plastica biodegradabile e compostabile, creando parità di condizioni per tutti i tipi di polimeri. Inoltre, accoglie con favore anche la decisione di includere nella direttiva i prodotti in carta con rivestimento in plastica, poiché prende in considerazione la funzione che i componenti polimerici sono destinati a svolgere nella funzione complessivo dell'articolo e la sua probabilità di essere gettato dopo l'uso. Tuttavia, aggiunge la nota stampa, tale scelta è chiaramente in contrasto con la decisione di esentare i materiali polimerici utilizzati come leganti o agenti di ritenzione nei prodotti cartacei, poiché sembra un tentativo di supportare l’industria cartaria.

 

EuPC conclude ritenendo che la salvaguardia ambientale dovrebbe essere la preoccupazione principale su cui fondare la collaborazione tra industria e legislatore dell'UE per il suo raggiungimento, mentre diversi mesi sono stati spesi per un braccio di ferro senza successo che ha lasciato gli operatori del settore e gli Stati membri in una situazione di incertezza.

 

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