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Marketing giovedì, 28 aprile 2022

La situazione dell’economica circolare della plastica in Europa

L’associazione europea dei produttori di materie plastiche, Plastics Europe, ha pubblicato la seconda edizione dello studio “Circular Economy for Plastics - A European Overview”, contenente i dati relativi alla produzione, al consumo, alla trasformazione, alla gestione dei rifiuti e al riciclo di materie plastiche in Europa nel 2020, che serviranno come base per la transizione dell'industria della plastica continentale verso gli obiettivi 2050 di circolarità e neutralità climatica. Nonostante gli sviluppi positivi i tali direzioni, il rapporto segnala la necessità di accelerare i progressi compiuti per raggiungere gli obiettivi di circolarità.

 

Dopo la recente pubblicazione del rapporto "ReShaping Plastics" di Systemic e le misure annunciate dalla stessa Plastics Europe per accelerare la transizione del sistema europeo delle materie plastiche verso un futuro circolare e a emissioni zero, il nuovo rapporto offre un'analisi dettagliata sullo status quo in Europa in materia di ciclo di vita della plastica nel 2020. Inoltre, consente anche di monitorare i progressi verso livelli più elevati di riciclo e contenuto di riciclato nei manufatti e di valutare la situazione al 2020 per quanto riguardo agli obiettivi europei stabiliti nella PPWD (Packaging and Plackaging Waste Directive) e nella CPA (Circular Plastics Alliance).

 

Lo studio, prendendo atto delle condizioni eccezionali che hanno contraddistinto il 2020, mostra che la produzione di plastica riciclata post consumo è aumentata del 12% rispetto al 2018 e il suo utilizzo in nuovi prodotti è cresciuto del 15%, raggiungendo 4,6 milioni di tonnellate, instaurando un andamento verso livelli più elevati di circolarità nel sistema delle materie plastiche. Anche la quantità di rifiuti plastici post consumo inviati agli impianti di riciclo è aumentata dell’8% rispetto al 2018, raggiungendo un tasso di riciclo del 35%. Ciononostante, il 65% dei rifiuti plastici post consumo risulta comunque inviato in discarica e incenerimento per il recupero energetico. Lo studio indica un tasso europeo complessivo di riciclo degli imballaggi in plastica pari al 46% (ricavato secondo il precedente metodo di calcolo del PPWD), rispetto al 42% del 2018. Altrettanto incoraggianti, risultano i dati sul contenuto di riciclato negli imballaggi, che dal 2018 al 2020 è aumentato del 43%.

 

Sebbene i dati del 2020 mostrino sviluppi positivi, il rapporto segnala anche che il ritmo dei progressi deve accelerare per raggiungere gli obiettivi di circolarità a medio e lungo termine. L'analisi, infatti, evidenzia che il raggiungimento degli obiettivi della PPWD e della CPA richiederebbero il raddoppio delle attuali capacità di riciclo in Europa, auspicando un cambiamento sistemico più rapido. Gli investimenti in nuove tecnologie continuano ad aumentare: i produttori di plastica europei prevedono di investire 7,2 miliardi di euro entro il 2030 nel riciclo chimico, per integrare quello meccanico, consentendo la messa a disposizione in Europa di 3,4 milioni di tonnellate in più di plastica riciclata entro il 2030. Inoltre, viene caldeggiata l'imminente revisione della direttiva quadro dell’UE sui rifiuti, un atto legislativo essenziale per consentire uno sviluppo più rapido delle capacità necessarie.

 

Il rapporto sottolinea anche il divario tra consumo di plastica e raccolta dei rifiuti, che può essere in parte spiegato dalla quantità di prodotti in plastica ancora in uso. Per Plastics Europe sarà prioritario indagare ulteriormente e comprendere meglio le ragioni di tale divario e differenziare le quantità in uso da quelle potenzialmente non recuperate in altri flussi di rifiuti. In conclusione, il rapporto conferma che per accelerare i progressi verso la circolarità è essenziale intensificare la collaborazione con i partner della filiera e sviluppare un nuovo quadro politico che incentivi meglio gli investimenti e l'innovazione mantenendo l'industria europea competitiva a livello globale.

 

“Circular Economy for Plastics è un rapporto prezioso per comprendere meglio le dinamiche dei flussi della plastica in Europa. Riteniamo che possa fungere da solida base per un dialogo intensificato con i nostri stakeholder. Il nostro settore riconosce che è necessario un cambiamento sistemico più rapido per raggiungere livelli di circolarità più elevati, soprattutto quando la circolarità stessa è la leva più efficace per la riduzione delle emissioni a breve e medio termine. Riconosciamo l'importanza della sfida che ci troviamo di fronte e siamo pronti ad aumentare l'intensità e l'efficacia del dialogo e della collaborazione con i responsabili politici e i partner della filiera per portare la circolarità della plastica a un livello superiore", ha commentato Virginia Janssens (foto al centro), direttore generale di Plastics Europe.

 

"Per accelerare il percorso del nostro settore verso una piena economia circolare abbiamo bisogno di un kit completo di strumenti. Un maggiore riciclo richiede una spinta alla capacitò di raccolta e di cernita della plastica post consumo. Prima che diventi un prodotto, la plastica deve essere progettata al meglio per il riciclo, mentre la produzione necessita di materie prime a basse emissioni di carbonio. È solo così che possiamo ottenere un profondo cambiamento con effetti a catena lungo tutta la filiera”, ha aggiunto Markus Steilemann (foto in bassa), presidente di Plastics Europe.