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Marketing giovedì, 7 gennaio 2021

L’attività ai tempi del coronavirus e i progetti per il futuro secondo Carlo Campetella

“Come conseguenza del blocco di tutte le manifestazioni fieristiche B2B nel 2020, in azienda era davvero forte il desiderio di dialogare con clienti e partner in un’altra - e più sicura - maniera. Ed è così che dal 1° ottobre al 15 novembre del 2020 abbiamo organizzato, nel rispetto delle raccomandazioni sanitarie, un’open house con le soluzioni da noi prodotte, ma focalizzata anche sulle persone che qui operano e che, dal vivo, hanno mostrato agli ospiti come ragionano e lavorano”, ha esordito Carlo Campetella, socio dirigente di Campetella Robotic Center, videointervistato dal direttore di MacPlas, Riccardo Ampollini, proprio in occasione della recente open house (vedi: https://www.youtube.com/watch?v=LMLRrapMECY).

 

Ciò che Campetella non ha detto - e che invece la redazione vuole sottolineare - è che siamo al cospetto di un’azienda di famiglia con storia secolare. È infatti dal 1897 che la realtà marchigiana vive l’evoluzione dall’artigianato all’industria, che, nel tempo, le ha permesso di divenire leader nella progettazione e nella produzione di robot cartesiani e manipolatori per lo stampaggio a iniezione di materiali plastici e, di conseguenza, di essere scelta come partner da importanti realtà industriali nazionali e internazionali.

 

Ed è in virtù di un tale connubio tra “rodata imprenditorialità e soluzioni robotizzate” che si spiega il prosieguo di Carlo Campetella: “Il 2018 è stato un anno entusiasmante, con l’acquisizione di diverse commesse per impianti “chiavi in mano” che, oltre a gratificarci tecnicamente, hanno alzato notevolmente il fatturato. Ma anche il 2019 e pure il 2020 (nonostante la pandemia) sono stati soddisfacenti”.

 

Con tali parole Campetella ha confermato di fatto la bontà dell’iniziativa europea Industry 4.0, ove l’automazione industriale rappresenta la “leva” che crea nuovi modelli di business, a vantaggio sia della produttività sia della qualità del lavoro. Senza scordare che in Campetella Robotic Center c’è della sana contaminazione innescata da una sorta di “malattia di famiglia”: il motociclismo sportivo.

 

“Diciamo che in famiglia c’è sempre stato un forte amore per i motori”, ha ammesso appunto Campetella. “Io, in particolare, ho ereditato questa passione al punto tale da creare una squadra che ha partecipato al motomondiale dal 2000 al 2008. Questa attività ha comportato, tra l’altro, svariati studi sulle leghe leggere e sui rinforzi in fibra di carbonio per ottenere un buon rapporto tra leggerezza e robustezza. Ebbene, oggi stiamo applicando tutte queste esperienze alle soluzioni robotizzate”.

 

Ed ecco il senso della contaminazione pocanzi accennata, che, dalla ricerca del miglior rapporto tra peso e potenza su pista, è traslata verso la ricerca del connubio più efficace tra leggerezza, rigidità e precisione nei robot cartesiani e nei manipolatori della casa marchigiana, per padroneggiare al meglio le sempre più elevate accelerazioni e decelerazioni richieste dall’industria manifatturiera. Come tutto questo funzioni in concreto, ce l’ha confermato il colpo d’occhio “dal vivo” all’interno della sede produttiva di Campetella Robotic Center, durante l’open house di fine 2020.

 

“Ci siamo trasferiti in questo stabilimento da 8200 metri quadri circa cinque anni fa”, ha chiosato Campetella avviandosi alla conclusione dell’intervista. “In quel periodo potevamo contare su circa sessanta persone, mentre negli ultimi anni siamo più che raddoppiati: ora siamo 120. E siamo cresciuti pure tecnologicamente. Un esempio fra i molti: ci siamo dotati di una nuova stampante 3D HP 4200 che, a livello progettuale, si è rivelata vincente in termini sia di tempi per la realizzazione di nuove parti sia di libertà costruttiva delle parti stesse”. Dulcis in fundo: gli 8200 metri quadri sono già stretti per Campetella Robotic Center, dato che lo stesso Carlo Campetella, prima d’accomiatarsi, ha confidato a MacPlas che è già in atto uno studio di fattibilità per l’ampliamento di altri 6000 metri quadri d’insediamento produttivo.

 

È proprio vero che l’automazione industriale crea nuovi modelli di business!