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Ambiente venerdì, 10 dicembre 2021

Il primo rapporto di sostenibilità del Gruppo Camozzi

I sistemi per la manutenzione predittiva che riducono gli sprechi di risorse e migliorano la sicurezza dei lavoratori; l’interconnessione delle macchine e il tag digitale che garantisce la trasparenza dei processi per il consumatore; la collaborazione tra persone e robot che migliora la qualità del lavoro, orientandolo verso la supervisione. Sono questi alcuni degli elementi che compongono il primo report di sostenibilità del Gruppo Camozzi, multinazionale italiana che produce componenti e sistemi per l’automazione industriale e fra i protagonisti nei sistemi integrati per l’Industrial Internet of Things. Con questo strumento il gruppo intende comunicare il proprio approccio, le principali iniziative intraprese e le innovazioni a valenza ambientale e sociale mese in atto.

 

Nel cammino verso la manifattura del futuro, la sostenibilità per Camozzi appare come naturale conseguenza dell’innovazione, che si pone come strumento al servizio dell’ambiente e delle persone, e come driver stesso di ulteriore sviluppo innovativo. Il documento (riferito al 2020) è strutturato in modo da far emergere la dimensione sostenibile delle innovazioni di Camozzi in termini di prodotti e servizi immessi sul mercato, accanto alle iniziative che riguardano gli impatti dei propri processi produttivi e il rapporto del gruppo con le proprie persone e le comunità dei territori in cui opera.

 

“Il primo bilancio di sostenibilità coincide con una fase particolare e decisiva della nostra storia: da un lato la sfida della pandemia, dall’altro l’allargamento degli orizzonti segnato dal trasferimento della sede legale a Milano e dai progetti di eccellenza in cui siamo coinvolti. Abbiamo così riflettuto sull’importanza di improntare ulteriormente il nostro ruolo di innovatori verso un’industria 4.0 che promuova sempre più una gestione ambientale e sociale rivolta ai principi dello sviluppo sostenibile. Vogliamo condividere questo percorso con le nostre persone, di cui andiamo fieri, e con tutti i nostri stakeholder, con cui intratteniamo relazioni di fiducia e rispetto”, ha dichiarato Lodovico Camozzi, presidente e amministratore delegato del Gruppo Camozzi.

 

La prima parte del rapporto è dedicata alla descrizione del gruppo, delle sue cinque divisioni e dello scenario in cui operano. Una particolare attenzione è posta sulla rete di collaborazioni tecnologiche con imprese, enti e istituzioni, tra cui le partnership con Politecnico di Milano e Istituto Italiano di Tecnologia. Vengono poi descritte le soluzioni innovative proposte dal gruppo e la loro valenza ambientale. Tra queste, le eccellenze Camozzi sviluppate nel 2020 rilette in chiave di sostenibilità, come la stampa 3D che ottimizza l’uso dei materiali abbattendo i costi e può utilizzare materiale riciclato o naturale.

 

Lo sviluppo del capitale umano, altro asse fondamentale per il Gruppo Camozzi, passa per due grandi progetti: il Camozzi Research Center e l’Academy aziendale (entrambi con sede a Milano nell’area ex Innocenti). Ma anche per il sostegno a iniziative quali il Festival del Futuro e la Discover Engineering di Rockford (sede della controllata americana Ingersoll), e per iniziative in ambito di benessere e formazione in favore dei lavoratori delle sedi estere. Gli interventi di riduzione degli impatti ambientali spaziano dall’efficienza energetica alla circolarità di alcuni processi in ottica di miglioramento continuo.

 

Infine, il rapporto con il territorio, che nel 2020 ha assunto il carattere particolare della lotta contro il Covid, a cui Camozzi ha contribuito sia con i suoi prodotti caratteristici sia con alcune donazioni alle comunità in cui il gruppo opera; senza dimenticare i progetti di solidarietà, di sostegno all’inclusione e di promozione culturale. Per quanto riguarda alcuni indicatori numerici di sintesi va segnalato che la quota di rifiuti inviati a recupero ha sfiorato il 98% del totale e il consumo specifico di energia si è ridotto del 4,4%, con una riduzione delle emissioni del 6,2% rispetto al 2019.