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Marketing venerdì, 4 luglio 2014

Il packaging italiano sopra i sei miliardi di euro

Un universo di 621 aziende, che generano un fatturato complessivo di oltre 6 miliardi di euro, in crescita del 9,2% sul 2012, e occupano 26856 addetti. Un giro d'affari realizzato per l'83,1% sui mercati internazionali (4989 miliardi di euro), e per il 16,9% sul mercato nazionale (1014 miliardi di euro). Ucima, l'unione dei costruttori italiani di macchine automatiche per il confezionamento e l'imballaggio, ha presentato la sua seconda indagine statistica nazionale, che evidenzia come quello dei costruttori italiani di macchine per il confezionamento e imballaggio si sia confermato anche nel 2013 il più importante dei beni strumentali italiani (11 settori industriali che generano un fatturato totale di 27599 milioni di euro), generando il 21,8% del fatturato totale e il 23,7% dell'export.
L'analisi del comparto per classe di fatturato evidenzia una netta preponderanza di aziende di piccole dimensioni. Quelle con fatturati fino a 5 milioni di euro costituiscono il 69,4% del totale, ma contribuiscono soltanto per il 10% al totale del fatturato di settore. Sono invece solamente il 6,8% le aziende con fatturati superiori a 25 milioni di euro, pur rappresentando la quota più significativa (63,8%) del volume d'affari complessivo. La maggior parte delle aziende è localizzata in Emilia Romagna, seguita da Lombardia, Veneto e Piemonte. L'Emilia Romagna, inoltre, si conferma al primo posto anche per incidenza sul fatturato di settore e sul totale degli addetti. Concentrando l'analisi sulla propensione alle esportazioni delle aziende, si rilevano notevoli differenze nel presidio dei diversi mercati. Le aziende più piccole (fino a 2,5 milioni di euro) realizzano più della metà del proprio giro d'affari (50,3%) sul mercato italiano. La percentuale di vendite sul mercato domestico va via via diminuendo con l'aumentare della dimensione aziendale, arrivando per le imprese più grandi (oltre 50 milioni di euro) a rappresentare solamente il 6,3% del fatturato.
Estremamente diversificate anche le propensioni all'export di ciascuna classe dimensionale d'impresa per singola area geografica. Se per tutte l'Unione Europea rimane l'area principale di esportazione, l'incidenza della stessa sul totale diminuisce in modo progressivo, passando dal 49,6% della prima classe (fino a 2,5 milioni di euro) al 30,6% della sesta (oltre 50 milioni). Il trend si capovolge, invece, per le aree geografiche più lontane dall'Italia (Asia e Sud America tra le prime), dove le aziende più grandi e strutturate realizzano i risultati percentuali più importanti.
Nella suddivisione del fatturato tra i vari settori clienti, il 2013 conferma la prevalenza dell'industria alimentare (food e beverage) che incide per il 63,7% sul volume d'affari complessivo. Nello specifico, le macchine per il beverage generano la quota maggiore del fatturato di settore con 2111 milioni di euro (35,2%), con la più alta propensione alle esportazioni (88%), seguite dal settore del food (28,5% del totale) con un fatturato di 1.708 milioni di euro. Il 77% delle vendite a questo comparto si realizza sui mercati internazionali. Al terzo posto il mercato delle macchine per il settore farmaceutico con 929 milioni di euro di fatturato pari al 15,5% del volume complessivo. In Italia il settore predominante è il food (38,6% del fatturato totale) seguito da beverage e farmaceutico. Il cosmetico, il chimico e gli altri settori (tra cui tabacco e tessuti) occupano quote inferiori di mercato.
La ripartizione del fatturato per tipologie di macchine non risulta omogenea, ma riflette il loro peso differente all'interno del ciclo produttivo. Le macchine più vendute risultano essere le confezionatrici (formatrici, riempitrici, sigillatrici di imballaggi flessibili e rigidi), con il 38,2% delle quote totali (2291 milioni di euro), seguite dalle riempitrici e dosatrici, chiuditrici e macchine di controllo, che contribuiscono per il 26,2% al totale di fatturato con 1575 milioni di euro (84,5% dei quali provenienti dalle esportazioni). Equamente distribuito il restante fatturato fra le altre tipologie di macchine, guidate da quelle per il confezionamento secondario e il fine linea.
"Per il 2014 gli indicatori economici a oggi disponibili e i trend di export ci fanno prevedere una ulteriore crescita del giro d'affari per i prossimi mesi. Il fatturato di settore dovrebbe pertanto fare un ulteriore balzo in avanti, seppur con una crescita più moderata rispetto a quella dello scorso anno", ha dichiarato il presidente di Ucima, Giuseppe Lesce.

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