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Ambiente lunedì, 21 marzo 2022

Elementi di design in materiale riciclato stampato in 3D

In occasione della Giornata Mondiale del Riciclo del 18 marzo, Lati ha presentato la collaborazione che ha visto protagonista Lati3DLab, il suo laboratorio nella messa a punto di materiali speciali per la stampa 3D, Gimac, costruttore di macchine e impianti speciali per la lavorazione dei polimeri con sede a Castronno (Varese), e Vudafieri Saverino Partners, atelier di architettura e interior design con sedi a Milano e Shanghai.

 

Già nel 2019 Tiziano Vudafieri aveva impiegato un materiale plastico di Lati3DLab per realizzare il lampadario di grandi dimensioni Wilhelm Lamp, ispirato a un vaso progettato nel 1935 dall’architetto modernista Wilhelm Wagenfeld, delle cui opere Vudafieri è collezionista. Il manufatto è prodotto da eXgineering con tecnologia Gimac, mediante speciali stampanti 3D per tecnopolimeri in granulo.

 

Importante fattore distintivo dell’operazione è stato la selezione di policarbonato trasparente proveniente esclusivamente da materiale riciclato. Il polimero selezionato è stato inoltre ottimizzato da Lati per massimizzarne le proprietà finali a seguito di una lavorazione mediante stampa 3D, avendo cura allo stesso tempo di preservarne la trasparenza, la resilienza, la stabilità dimensionale e l’aspetto estetico.

 

Oggi Lati3DLab, Vudafieri Saverino Partners e Gimac propongono un nuovo set di lampade ottenuto sempre con materiale rigorosamente riciclato e installato presso i ristoranti Paradiso, all’interno dell’hotel Barrière di Cannes e ad Abu Dhabi. Anche in questo caso il materiale impiegato è Latieco 87 MR AM, policarbonato da riciclo meccanico, selezionato e messo a punto da Lati3DLab e poi trasformato da eXgineering, mediante la tecnologia additiva di Gimac. Geometrie simili a quelle di veli e fiamme mosse dal vento, care ai maestri del vetro soffiato e lavorato a mano, impossibili da realizzare impiegando plastiche stampate a iniezione.

 

Con la stampa 3D, o per meglio dire grazie alla tecnologia additiva, in questo caso Robotic Additive Moulding (RAM), prendono invece forma anche le evoluzioni più ardimentose proprio grazie all’estrema libertà di espressione garantita da questo processo a sei assi, capace di preservare le proprietà chimico-fisiche del materiale, condizionandone le proprietà microstrutturali, facendo così da anello chiuso fra materiale e design. Leggere, colorate e trasparenti, elegantissime ma soprattutto a ridotto impatto ambientale, le lampade testimoniamo quanto è oggi possibile unendo la flessibilità del metodo produttivo, la competenza nel mondo dei materiali e la visione ispirata del design italiano. Nel massimo rispetto dell’ambiente e in accordo con i principi della sostenibilità.