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Ambiente giovedì, 4 novembre 2021

Dal riciclo benefici ambientali per oltre un miliardo e 200 milioni

I benefici economici della gestione dei rifiuti di imballaggio da parte di Conai nel 2020 hanno raggiunto il valore di un miliardo e 274 milioni di euro. È quanto emerge dal suo Rapporto di Sostenibilità, presentato a Ecomondo, che come ogni anno quantifica le prestazioni ambientali e sostenibili del sistema. Un valore complessivo che è la somma di diverse voci.

 

Nel dettaglio, la materia recuperata grazie al riciclo vale 381 milioni di euro; l’indotto economico generato dalla filiera è pari a 616 milioni; il valore dell’energia prodotta grazie al recupero energetico, invece, è di 22 milioni. Vi si somma il beneficio indiretto rappresentato dal valore economico della CO2 evitata. Calcolato secondo quanto definito dalla Direttiva 2009/33 del Parlamento europeo, nel 2020 è risultato ammontare a 225 milioni di euro.

 

Il secondo dato importante che emerge è quello della quantità di CO2 non immessa nell’atmosfera grazie all’attività del sistema Conai: nel 2020 ha sfiorato quattro milioni e 400 mila tonnellate. Per fare un confronto, sono pari alle emissioni generate da quasi 10 mila tratte aeree Roma-New York andata e ritorno.

 

Il 39% delle emissioni evitate è imputabile all’avvio a riciclo di rifiuti di imballaggio in vetro, seguito da quello della carta (28%) e della plastica (19%). Un risultato che permette di guardare alla filiera del riciclo anche come attore del percorso verso la decarbonizzazione.

 

Un risultato significativo è quello dell’energia primaria risparmiata grazie al riciclo: quasi 24 terawattora (l’anno precedente il risparmio era stato vicino ai 23 terawattora). Un nuovo termine di paragone che dia un’idea di tale quantitativo: equivale al consumo di energia primaria necessario a soddisfare i consumi medi domestici di elettricità di circa sette milioni di famiglie italiane. L’apporto principale a questo risparmio è da riconoscere al riciclo della plastica con una quota di oltre il 40%. Il riciclo del vetro è al secondo posto con il 28,8%. Quello della carta al terzo con il 20,6%.

 

Il risparmio di materia vergine, non estratta perché sostituita dalla materia ottenuta dal riciclo, è altissimo: quattro milioni e 631 mila tonnellate. Pari al peso di 460 torri Eiffel. Lo spaccato sui materiali di imballaggio risparmiati parla di 278 mila tonnellate di acciaio, equivalente a quello di 722 treni Frecciarossa; 16 mila tonnellate di alluminio, che corrispondono a 1,5 miliardi di lattine; un milione e 233 mila tonnellate di carta, il corrispettivo di 494 milioni di risme di fogli A4; 830 mila tonnellate di legno, come 38 milioni di pallet; 470 mila tonnellate di plastica, ossia circa 10 miliardi di flaconi in PET per detersivi da un litro; e un milione e 804 mila tonnellate di vetro, che sono quelle di cinque miliardi di bottiglie di vino da 0,75 litri.

 

Il Rapporto di sostenibilità 2020 aggiorna anche il numero di discariche evitate: in 23 anni il sistema Conai ha scongiurato il riempimento di 175 nuove discariche di medie dimensioni.

 

A proposito di zone del Paese, la fotografia dell’Italia che emerge dal Rapporto vede aumentare del 5,4% le quantità di rifiuti di imballaggio conferite a Conai: nel 2020 sono state oltre cinque milioni e 300 mila tonnellate. Più di due milioni e 800 mila arrivano dal Nord (+6% rispetto all’anno precedente), 976 mila arrivano dal Centro (+4% rispetto all’anno precedente) e oltre un milione e mezzo arriva dal Sud (+5% rispetto all’anno precedente). Lo scorso anno sono stati 7436 Comuni italiani a stipulare convenzioni con il sistema consortile grazie all’Accordo con Anci: la popolazione coperta è pari al 97%. Per coprire i maggiori oneri della raccolta differenziata, nel corso del 2020, Conai ha trasferito ai Comuni del nostro paese 658 milioni di euro. Una cifra che rappresenta il più alto fra i costi diretti della gestione consortile dei rifiuti di imballaggio.

 

"I numeri del Rapporto parlano da soli: ci rendono orgogliosi, e credo facciano riflettere", ha commentato Luca Ruini (foto a lato), presidente di Conai. "Il nostro Paese è secondo solo alla Germania per riciclo pro-capite dei rifiuti di imballaggio, e ha praticamente già raggiunto gli obiettivi europei di riciclo richiesti entro il 2025, anche grazie a un sistema molto efficiente e meno costoso rispetto a quelli degli altri Paesi europei. Nei prossimi anni gli obiettivi comunitari diventeranno ancora più sfidanti: anche per questo i risultati del report Conai devono essere stimolo a fare sempre meglio. È importante continuare a incentivare l’eco-design degli imballaggi e a impegnarci per colmare il deficit impiantistico del Mezzogiorno, ma anche investire sulle tecnologie per il riciclo".

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