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Ambiente venerdì, 22 ottobre 2021

Dal 2022 contributo ambientale Conai più basso

Il consiglio di amministrazione di Conai ha deliberato un’ulteriore riduzione del contributo ambientale (CAC) per gli imballaggi per quasi tutti gli imballaggi in plastica, oltra quelli in carta e cartone, a partire dal 2022. La riduzione si aggiunge a quelle già decise nel corso del 2021 per i contributi relativi a imballaggi a base cellulosica, in acciaio, in alluminio, in plastica e in vetro. La decisione è legata essenzialmente alle quotazioni delle materie prime cellulosiche e plastiche, i cui valori di mercato continuano a mantenersi a livelli molto alti.

 

Anche in questa occasione il sistema conferma la sua tempestività di intervento nel contemperare le esigenze economiche con quelle tipicamente ambientali in contesti sia positivi, come quello attuale, sia negativi, come nel recente passato: una tendenza cui Conai dovrà sempre più ispirarsi in futuro. Le nuove variazioni saranno in vigore dal primo gennaio 2022.

 

Le riduzioni per gli imballaggi in plastica

La conferma dell’andamento positivo nei valori delle materie prime seconde ha permesso anche al consorzio Corepla di migliorare i ricavi dalle vendite all’asta delle frazioni valorizzabili, in particolare per gli imballaggi di fascia B1, che comprende bottiglie, flaconi e altri contenitori rigidi in PET o in HDPE. Questa situazione ha consentito di ridurre il CAC per quasi tutti gli imballaggi in materiali plastici e in particolare per quelli che hanno portato al miglioramento dei risultati economici.

 

Per la fascia A1 (imballaggi rigidi e flessibili con una filiera industriale di selezione e riciclo efficace e consolidata, in prevalenza gestiti in circuiti commercio e industria) il contributo si ridurrà da 150 a 104 euro a tonnellata. Il contributo della fascia B1 (imballaggi con una filiera industriale di selezione e riciclo efficace e consolidata, in prevalenza da circuito domestico) si ridurrà da 208 a 149 euro/t. La fascia B2 (altri imballaggi selezionabili/riciclabili da circuito domestico e/o commercio e industria) passerà da 560 a 520 euro/t.

 

La riduzione del CAC interesserà anche la fascia C (imballaggi con attività sperimentali di selezione/riciclo in corso o non selezionabili/riciclabili allo stato delle tecnologie attuali) e passerà da 660 a 642 euro/t.

 

Per quanto riguarda gli imballaggi compresi nella fascia A2 (imballaggi flessibili con una filiera industriale di selezione e riciclo efficace e consolidata, in prevalenza da circuito commercio e industria, ma significativamente presenti in raccolta differenziata urbana) si conferma il continuo incremento dei volumi presenti nella raccolta differenziata urbana, con costi crescenti per la gestione consortile. Fino al 30 giugno 2022 il contributo di questa fascia resterà invariato, pari a 150 euro/t, dal primo luglio 2022 aumenterà a 168 euro€/t, coerentemente con i maggiori costi di avvio a riciclo.

 

Il consiglio di amministrazione ha ribadito la volontà di proseguire il percorso di analisi per rafforzare ulteriormente la diversificazione contributiva, in particolare per legare in misura sempre più rilevante i valori del CAC di ogni fascia agli effettivi costi, prevedendo possibili rivalutazioni e ulteriori segmentazioni a partire dalle fasce B1 e B2.

 

Procedure semplificate per le importazioni

 

Le ulteriori riduzioni avranno effetti anche sulle procedure forfettarie/semplificate per importazione di imballaggi pieni, sempre a decorrere dal primo gennaio 2022. Le aliquote da applicare sul valore complessivo delle importazioni (in euro) diminuiranno conseguentemente da 0,20 a 0,17% per i prodotti alimentari imballati e da 0,10 a 0,08% per i prodotti non alimentari imballati.

 

Il contributo mediante il calcolo forfettario sul peso dei soli imballaggi (tara) delle merci importate (peso complessivo senza distinzione per materiale) scenderà da 101 a 90 euro/t.

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