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Marketing giovedì, 1 dicembre 2022

Beni strumentali: vivere i cambiamenti come opportunità

In un mondo dove l’unica certezza è l’incertezza è richiesta grande capacità anticipatoria e lungimiranza per individuare quali saranno gli orientamenti nel prossimo futuro. Organizzato da SBS-Scuola Beni Strumentali in partnership con Sistemi Formativi Confindustria, il convegno “Megatrends 2030 - Scenari economici e globali della filiera dei beni strumentali”, tenutosi il 29 novembre presso Villa Marchetti a Baggiovara (Modena), sede operativa di Acimac, Amaplast e Ucima, oltre ad approfondire le macro-tendenze emergenti ha introdotto il primo Executive Program “General Management nella filiera dei Beni Strumentali”.

 

Identificare le macro-tendenze, ossia quelle forze di cambiamento che ancora non si sono affermate come tali ma che potrebbero diventarlo, è un’operazione complessa, soprattutto in un contesto dove tutto appare mutevole e inafferrabile. Basarsi su dati di fatto, monitorarli con costanza nel tempo e fare opportune valutazioni in merito sembra oggettivamente la soluzione più sensata, se non l’unica percorribile. Una cosa appare ormai certa: il cambiamento offre sempre delle opportunità e, sul mercato, la differenza la fa chi arriva prima.

 

Il convegno Megatrends 2030 ha tentato di fare proprio questo: individuare le “anomalie”, ossia i segni deboli - ma sorprendenti - per anticipare le macro-tendenze che plasmeranno il prossimo futuro. L’evento ha presentato a una platea di general manager gli scenari di evoluzione prospettica sia a livello macro sia di filiera dei beni strumentali, introducendo anche il primo Executive Program per general manager dei beni strumentali, completamento dell’offerta formativa della scuola di management SBS.

 

Enzo Peruffo (Luiss Business School) ha estrapolato sei macro-temi che condizioneranno con ragionevole certezza il cambiamento, a partire dalla popolazione in crescita (+26% nel 2050) urbanizzante e migrante (entro il 2050 il 68% della popolazione vivrà in un centro urbano) ma, soprattutto, soggetta a progressivo invecchiamento. Le implicazioni di questo trend sono facili da immaginare: maggior attenzione alla fornitura di assistenza sanitaria e medicale, ricerca di nuovi farmaci, assistenza alla persona, cambiamenti nei consumi, pressione sulle risorse naturali già di per sé oggi scarse, ripensamento della mobilità e degli spazi nelle città. Cambiamenti climatici (controllo della CO2 e investimenti ESG) e degrado ambientale sono altri temi da monitorare con attenzione, così come la crescente concorrenza per ottenere risorse come acqua, cibo ed energia, la cui domanda crescerà rispettivamente del 55, 60 e 47% al 2050, con le rinnovabili che costituiranno il 27% del mix energetico globale.

 

Accanto alla transizione digitale già ampiamente in atto (quasi nessun business oggi è gestito senza tecnologie digitali) prende forma la vita nel metaverso, che, secondo le stime di una ricerca Bloomberg, raggiungerà un valore globale di 800 miliardi di dollari nel 2024, mentre i cambiamenti globali nel potere economico ci annunciano che, con molta probabilità, entro il 2030 la Cina possa avere la più grande economia al mondo, superando gli Stati Uniti e che il PIL dell’India entro 2050 sarà il doppio di quello dell'area dell'euro.

Interruzione delle catene di approvvigionamento, tensioni geopolitiche, stili di vita (sharing economy) e modelli di lavoro emergenti sono altri importanti cluster per intercettare quei bisogni che innescano la spinta al cambiamento, ridefinendo comportamenti, socialità, consumi, finanza, stili di vita.

 

Andrea Venegoni (Liuc Business School) ha posto l’accento sulle strategie da adottare alla luce dell’attuale contesto di mercato: globalizzazione in frenata, liquidità ovunque, tassi sui prestiti alle imprese al minimo storico, maggior mobilità nel mondo del lavoro, produttività (riduzioni dei margini) e tensioni nella supply chain. Con la competizione che si fa via via più intensa anche a livello di prezzi e la riconfigurazione geografica della domanda, la leva competitiva chiave è l’aumento della gamma dei servizi personalizzati al cliente, che costituiscano un vero e proprio valore aggiunto applicato alla tecnologia dei macchinari.

 

La sostenibilità è un altro fattore competitivo/strategico su cui puntare per creare nuove opportunità di sviluppo, oltre alla digitalizzazione dove è necessario costruire un network, decidendo con chi collaborare, che processi internalizzare e quali delegare a terzisti o partner. Da tale scenario emerge la necessità di dotarsi di un management “evoluto” per alimentare le migliori decisioni e di aumentare la produttività del lavoro per recuperare marginalità. L’utilizzo di tecnologia IoT e il consolidamento della supply chain sono altri elementi trainanti da implementare per massimizzare i risultati.

 

Nel corso della tavola rotonda, moderata da Ilaria Visentini (Sole 24 ore e CEO di Mecs), esperti del mondo universitario, associativo e imprenditoriale si sono confrontati su strategie e aspettative per i prossimi anni, partendo dal mondo della finanza che Riccardo Corradori, CEO del gruppo TeamSystem Financial Value Chain e presidente di TeamSystem Capital at Work SGR, ha illustrato soffermandosi sull’offerta degli istituti di credito e delle Fintech. Simona Caselli, direttore commerciale CCFS e capo affari europei Legacoop, ha introdotto il tema delle normative UE su packaging e Direttiva orientata al riuso, auspicando politiche improntate alla sostenibilità intra-filiera. Punto centrale toccato da Caselli è stato quello delle bioplastiche, passaggio da compiere assolutamente, facendo però attenzione a non cadere nel tranello “plastica no a ogni costo perché meno plastica uguale a più spreco nel food”. Uno spaccato sul settore della mobilità personale è stato offerto da Rolando D’arco, CEO e general manager di Leasys, che ha descritto l’evoluzione dei bisogni nel campo dell’auto: attenzione all’utilizzo e non più alla proprietà del mezzo, velivoli elettrici per una mobilità più sostenibile ecc. Infine, Francesco Raschi, direttore cargo e real estate di SEA Aeroporti di Milano, ha messo in evidenza gli sviluppi della logistica in Italia, soffermandosi in particolare sul trasporto aereo.