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Ambiente giovedì, 14 aprile 2022

Barriere “acchiappa plastica” per ripulire il Po

Fiumi più puliti con un sistema di barriere galleggianti “acchiappa plastica”. Prende il via da Ferrara un progetto pilota per sperimentare un nuovo metodo di pulizia dei corsi d’acqua. Si tratta di una moderna modalità di raccolta selettiva dei rifiuti, installata in prima battuta sul Po di Volano, nei pressi della Darsena City, e a valle del ponte di San Giorgio, in centro città.

 

“La sperimentazione durerà un anno ed è finanziata dalla Regione con 200 mila euro. Rientra tra le azioni della strategia per ridurre le plastiche usa e getta, colonna portante del nuovo Piano regionale per la gestione dei rifiuti. Il tutto attraverso una modalità d’intervento innovativa e all’insegna della sostenibilità, capace di agire a 360 gradi per la protezione e la tutela dell’ambiente”, ha spiegato Irene Priolo, assessore regionale all’ambiente.

 

Accanto al progetto, in capo all’Agenzia regionale per la sicurezza territoriale e alla Protezione Civile, nel giro di poche settimane sarà pronto a partire nel territorio provinciale un ulteriore intervento di pulizia di argini e sponde di vari corsi d’acqua. Con una spesa di 100 mila euro l’obiettivo è quello di rimuovere e sgomberare ogni genere di rifiuto abbandonato: ingombranti, materiali plastici o ferrosi, componenti di autoveicoli, pneumatici e amianto. La durata delle operazioni sarà di 12 mesi. Con queste risorse sale a 300 mila euro l’investimento complessivo, da parte della Regione, per la valorizzazione e il recupero ambientale dei fiumi del ferrarese.

 

Il progetto, già realizzato con successo sul Po dall’Autorità di bacino distrettuale del fiume, permette di intercettare i rifiuti galleggianti grazie all’installazione di un dispositivo di raccolta selettiva all’avanguardia, composto da barriere flottanti in polietilene, che non interferisce con la fauna e flora del fiume.

 

Attraverso un natante dotato di cestello, vengono raccolti la plastica galleggiante e altri rifiuti trasportati dall’acqua, poi inseriti in appositi “big bag” e trasferiti nei siti di conferimento. Tra gli altri obiettivi dell’iniziativa c’è anche la valutazione dell’adeguatezza di questo sistema di raccolta come prevenzione del “marine litter”, vale a dire i rifiuti dispersi in mare e lungo le coste, la verifica di quanti e quali tipi di rifiuti si trovano in acqua e la definizione di una stima dei quantitativi che si riescono ad intercettare, con particolare riferimento alla plastica.