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Marketing martedì, 26 gennaio 2021

Alpla investe 5 milioni di euro ad Anagni per il bottle-to-bottle

La multinazionale specializzata nella produzione e nel riciclo di imballaggi in plastica, Alpla Group sta investendo oltre cinque milioni di euro per installare nel suo stabilimento di Anagni (Frosinone) un impianto per l’estrusione di PET riciclato da bottiglie post consumo adatto al contatto con alimenti.

 

Ad Anagni il gruppo possiede uno dei suoi principali siti per la produzione di preforme. Lo stabilimento, che conta attualmente 91 dipendenti, lavora ogni anno circa 50 mila tonnellate di PET, finora soltanto in piccola parte riciclato. In futuro una parte rilevante del fabbisogno verrà coperta con materiale post consumo riciclato destinato alla produzione di preforme fino al 100% in rPET.

 

A questo scopo, è in fase di installazione un nuovo impianto per l’estrusione con una capacità annua di 15 tonnellate di rPET che, insieme alla costruzione del capannone necessario ad ospitarlo, sono stati stanziati oltre cinque milioni di euro. La messa in esercizio dell’impianto, prevista per la seconda metà del 2021, creerà 10 nuovi posti di lavoro.

 

“Acquisteremo da imprese di riciclaggio locali le scaglie di PET ottenute dagli imballaggi usati smaltiti dai consumatori, li trasformeremo in rigranulato di qualità adatto al contatto con alimenti e impiegheremo questo materiale per le nostre preforme”, haspiegato Andrae Froeis, direttore dello stabilimento di Anagni. La produzione del materiale riciclato direttamente nello stabilimento permetterà di sfruttare sinergie logistiche e di gestione del magazzino, che probabilmente si rifletteranno anche sui consumi energetici.

 

“Vogliamo intensificare il riciclaggio da bottiglia a bottiglia, evitando il downcycling. Inoltre, il nostro investimento stimola la nascita di soluzioni locali per il riciclaggio di bottiglie in una regione attualmente carente in questo tipo di infrastruttura”, ha dichiarato Georg Lässer, direttore del riciclo in Alpla, che definisce l’investimento nello stabilimento laziale come una decisione strategica orientata al futuro. Attualmente, la domanda di materiale riciclato è contenuta, ma “in una prospettiva a lungo termine, però, questo progetto ci consentirà di sostenere i clienti in modo ottimale nell’attuazione di nuovi obiettivi e disposizioni e di offrire loro un materiale di riciclato della massima qualità”, ha concluso Georg Lässer.

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