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Marketing Thursday, 18 March 2021

Iniziato con fiducia il 2021 di Lanxess

Il nuovo anno fiscale 2021 inizia con fiducia per Lanxess, secondo le cui previsioni molte industrie clienti si riprenderanno e l’Ebitda, al lordo delle attività straordinarie, si aggirerà tra 900 milioni e un miliardo di euro.

 

L’andamento di Lanxess nell'anno fiscale 2020, dominato dalla pandemia da coronavirus, si è dimostrato consistente, con un Ebitda, al lordo delle attività straordinarie, pari a 862 milioni di euro, pari al 15,4% in meno rispetto al 2019. Gli utili si attestano quindi nella fascia più alta di riferimento, compresa tra 820 e 880 milioni di euro. I dati preliminari per il quarto trimestre 2020 hanno superato le aspettative perché molte attività sono andate meglio del previsto.

 

Con oltre 6 miliardi di euro le vendite nel 2020 diminuite del 10,3% rispetto al 2019, mentre l'utile netto delle attività in corso ha raggiunto quota 908 milioni di euro, rispetto ai 240 milioni di euro del 2019. Ciò è attribuibile ai proventi della vendita della partecipazione in Currenta, azienda che si occupa della gestione di poli chimici.

 

In generale, nel 2020 vendite e utili del segmento Advanced Intermediates sono state influenzate dalla pandemia. La debolezza della domanda e dei prezzi hanno avuto un effetto negativo in particolare sulla divisione Advanced Industrial Intermediates. Le vendite sono scese dell’11,2%, passando da 2,251 a 1,999 miliardi di euro.

 

Nel segmento Specialty Additives i volumi di vendita, specialmente nel settore automobilistico e aeronautico, sono diminuiti in modo significativo a causa della pandemia. Anche i tassi di cambio hanno avuto un effetto negativo sulle vendite e sugli utili. Le vendite, pari a 1,728 miliardi di euro, sono diminuite del 12,1% rispetto al 2019, ciò parzialmente riconducibile al lieve calo dei prezzi di vendita.

 

Nel segmento Engineering Materials le vendite e gli utili sono stati colpiti dalla debole domanda dell'industria automobilistica nella prima metà del 2020. Le vendite sono diminuite del 17,9%, passando da 1,450 miliardi a 1,190 miliardi di euro, in parte a causa del calo dei prezzi di vendita e degli effetti negativi sui tassi di cambio. Oltre alla debole domanda, gli utili sono stati ridotti anche da una chiusura pianificata per manutenzione e da difficoltà con la conseguente ripresa della produzione dell’impianto in Belgio.

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