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Marketing Monday, 11 April 2022

Eletto il nuovo presidente del gruppo “Gomma e Materie Plastiche” degli industriali di Varese

Quarto appuntamento con le assemblee dei 12 gruppi merceologici che compongono la compagine associativa dell’Unione degli Industriali della Provincia di Varese. A proseguire il ciclo di incontri di settore è stata l’assise delle imprese della “Gomma e Materie Plastiche”, che ha visto Matteo Milone, di Mirage di Venegono Inferiore, eletto nuovo presidente. Alla vicepresidenza è stato chiamato il presidente uscente del gruppo, Giovanni Orsi Mazzucchelli, di Mazzucchelli 1849 di Castiglione Olona. A Oscar Spazzini, di LMP Fluorcarbon di Monvalle, invece, il compito di rappresentare, in qualità di delegato all’interno del comitato per la piccola industria, le imprese con meno di 100 dipendenti.

 

Il gruppo merceologico “Gomma e Materie Plastiche” dell’Unione degli Industriali di Varese conta circa 110 imprese, per un totale di oltre 7300 addetti, l’11% del quale rappresentato da dell’Unione degli Industriali di Varese. Realtà industriali che concorrono a generare il 9% dell’export provinciale e che, così come molti altri comparti manifatturieri, stanno sentendo il peso congiunturale dei rincari delle materie prime e dei costi energetici e della crisi internazionale in atto. Già a dicembre 2021, secondo l’indagine congiunturale dell’Ufficio Studi di Univa, la gran parte delle imprese varesine del settore si aspettava per i primi mesi di quest’anno prestazioni meno brillanti rispetto a quelle dell’andamento dell’ultimo trimestre 2021. L’83,3% delle aziende aveva previsto livelli produttivi stabili, contro il 91,3% che, invece, aveva chiuso il 2021 con una produzione in aumento. I dati della Cassa Integrazione Ordinaria sembrano confermare, ma in peggio, questo trend di raffreddamento degli entusiasmi. Tra gennaio e febbraio 2022 a Varese, infatti, si sono registrate nei settori della chimica, petrolchimica, gomma e materie plastiche 145 mila ore di Cassa Integrazione Guadagni Ordinaria (Cigo), contro le 70 mila dello stesso periodo del 2021. Segno di come sia cambiato il mood dopo un 2021 che, invece, aveva visto crescere, e non di poco, l’export. L’andamento commerciale aveva, infatti, registrato, rispetto al 2020, una variazione positiva sia dell’export (+21,2%), sia dell’import (+11,2%). Con un aumento delle esportazioni che aveva interessato in maniera piuttosto omogenea gli articoli sia in plastica (+21,2%) sia in gomma (+21,6%).  

 

Andamenti, tendenze e numeri che non cambiano i driver di sviluppo delle imprese del settore, il principale dei quali è quello della sostenibilità. Non a caso al centro dell’assise di Univa è stato posto un focus sulla grande sfida della plastica green. “Oggi è quanto mai importante fare il punto sul tema del recupero delle microplastiche presenti nell’ambiente e soprattutto nelle acque, che hanno un effetto diretto sulla salute umana”, ha spiegato Loredano Pollegioni, docente di biotecnologie e scienze della vita all’Università dell’Insubria di Varese. Il docente ha raccontato gli innovativi progetti del laboratorio The Protein Factory 2.0: “Oggi siamo di fronte a una nuova sfida. La plastica si può già riusare o riciclare, ma serve un cambio di paradigma: la plastica può, infatti, diventare risorsa vera e propria se la si recupera in modo biologico, degradandola con degli enzimi mangia plastica. L’idea era già presente nella letteratura fantascientifica: ma oggi è realtà”, ha continuato Pollegioni, presentando diversi progetti centrati sul PET, come quello delle mosche soldato mangia rifiuti. Un lavoro che utilizzando le competenze dell’ingegneria proteica, in ottica di economia circolare, porta alla degradazione biologica delle plastiche, senza l’uso di composti chimici o di alte temperature, convertendo un composto potenzialmente inquinante in materiale utile. Un tema che ha riscosso l’attenzione degli imprenditori in platea e per il quale l’Unione Industriali, già partner di due progetti europei di economia circolare, ha da tempo mostrato interesse, attivando un confronto stretto con lo staff di Pollegioni, per aprire le porte a possibili collaborazioni tra il mondo delle imprese e quello della ricerca.