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Marketing Monday, 26 July 2021

+22% per le macchine per ceramica, plastica e imballaggio nel primo semestre 2021

Un primo semestre che segna una decisa svolta per le aziende di beni strumentali rappresentati da Acimac (Associazione Costruttori Italiani Macchine Attrezzature per Ceramica), Amaplast (Associazione Nazionale Costruttori di Macchine e Stampi per Materie Plastiche e Gomma) e Ucima (Unione Costruttori Italiani Macchine Automatiche per il Confezionamento e l’Imballaggio), che insieme valgono circa 13 miliardi (dato del fatturato aggregato 2020). Secondo il Mecs, centro studi che elabora i dati per le tre associazioni, nel primo semestre 2021 i tre settori insieme hanno aumentato il fatturato del +22% rispetto allo stesso periodo del 2020 (percentuale ottenuta tenendo conto dei rispettivi pesi di ogni singolo settore sul totale complessivo del fatturato cumulato nel 2020).

 

Una crescita che da un lato archivia l’anno della crisi internazionale dovuta alla pandemia e dall’altro palesa la grande reattività del mondo dei beni strumentali italiani, capace di rispondere in tempi rapidi a difficoltà e crisi di ogni tipo, grazie a soluzioni sempre nuove e versatili.

Il settore guarda quindi con fiducia al prosieguo dell’anno, anche per altri indicatori di scenario già positivi: gli ordini rispetto a 12 mesi fa sono saliti del +38% mentre si attesta a circa 6 mesi il dato della produzione assicurata.

I dati, forniti sempre dal centro studi Mecs, confermano quindi una volta di più il posizionamento strategico dei tre comparti, in prima linea per la ripartenza economica del Paese nel post-pandemia, e per diverse ragioni storiche: la posizione di leadership tecnologica nel mercato globale, le risorse costantemente investite in ricerca e sviluppo, il know how di una filiera concentrata soprattutto in 4 regioni: Lombardia, Piemonte, Emilia-Romagna e Veneto.

 

Dando uno sguardo verticale, risalta la crescita di Acimac, il cui fatturato nel primo semestre è aumentato rispetto al 2020 del +54%. Una risalita ancora più significativa se si guarda al primo semestre 2019, con cui la differenza è del +12,8% a dimostrazione di un rimbalzo più strutturale che congiunturale. Il deciso aumento riguarda entrambi i mercati, sia quello domestico (+55,6%), sia l’export (+53,5%). Nel 2020 il comparto ha dovuto far fronte alla chiusura dovuta al lockdown nei mesi di marzo e aprile, condizione sfavorevole che si è aggiunta all’esaurirsi dell’effetto traino degli incentivi fiscali di Industria 4.0 in Italia e a un rallentamento degli investimenti nei mercati internazionali iniziato nel quarto trimestre 2018. Tuttavia, nella seconda metà dell’anno il comparto ha rallentato la frenata, attestandosi alla fine dell’anno a 1,48 miliardi di fatturato.

 

Per i costruttori di macchine per plastica e gomma il primo semestre 2021 ha fatto registrare un +11% rispetto allo stesso periodo del 2020, con il mercato domestico cresciuto di circa il +19% e quello estero del +15,9%. I mercati internazionali restano però fondamentali per il settore, dato che il 76% dell’intero fatturato realizzato nel 2020 (pari a 3,74 miliardi) deriva dalle vendite all’estero. L’imballaggio è il primo mercato di riferimento dei costruttori italiani e più nello specifico quello alimentare, seguito dagli altri segmenti di packaging.

 

E a proposito di packaging, le macchine automatiche per il confezionamento chiudono il primo semestre 2021 con un solido +21% rispetto allo stesso periodo del 2020. Tra gennaio e giugno l’export ha segnato un +19,3%, mentre il mercato domestico ha fatto registrare un +31,2%, sempre in confronto al fatturato del primo semestre 2020. Il comparto punta a tornare ai livelli dell’anno record 2019 e la strada intrapresa sembra essere quella giusta (è di solo -1,8% la differenza rispetto al primo semestre 2019). Nel 2020 il settore ha tenuto sfiorando gli 8 miliardi di euro, con buone performance da parte del settore alimentare e cosmetico.

 

 

“I tre settori che rappresentiamo - ha dichiarato Mario Maggiani, direttore generale di Acimac, Amaplast e Ucima - pur con caratteristiche specifiche e differenti performance registrate nel 2020, vedono già in questo 2021 un anno di rilancio. Il terreno comune di innovazione e ricerca delle tecnologie dei nostri associati, insieme alla capillare rete mondiale di assistenza, fanno e continueranno a fare la differenza, pur in uno scenario sempre più competitivo. Nutriamo molta fiducia nella seconda parte dell’anno, anche per le aspettative di crescita che registriamo in molti mercati ed è plausibile pensare che miglioreremo il fatturato totale di 13 miliardi raggiunto l’anno scorso, confermando la leadership mondiale dei costruttori di macchine italiani”.

 

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