Tra le prove meccaniche utilizzate per la caratterizzazione dei polimeri, la prova a trazione è forse la più nota e sperimentata. In realtà, però, spesso ci si sofferma solo sui risultati ottenuti mediante la prova senza approfondirne il significato, al di là di quello puramente numerico, e i diversi meccanismi di comportamento che i materiali evidenziano nel corso della prova per arrivare a questi risultati. La prova molto schematicamente consiste nel sollecitare un provino di apposite dimensioni, che per la sua forma viene solitamente definito a osso di cane o a farfalla, lungo il suo asse longitudinale tramite una apposita macchina (dinamometro), registrando lo sforzo necessario per la sua deformazione (MPa) e il relativo allungamento (%). I principali parametri che vengono determinati dalla prova sono i carichi di snervamento, se presente, e di rottura e i relativi allungamenti percentuali, nonché il modulo elastico (MPa) che è un indicatore della rigidità del materiale (a più alti valori di modulo elastico corrisponde una maggior rigidità). * * * Nella figura 1 viene riportata una generica curva caricoallungamento ottenuta a trazione in cui è presente lo snervamento del materiale che corrisponde al punto di massimo della curva, oltre il quale pur continuando ad allungarsi il provino la corrispondente resistenza opposta dal materiale decresce (anche notevolmente in alcuni casi).