La comparsa e lo sviluppo della gomma per cancellare sono strettamente legati alla storia dei primi materiali sintetici. Se la matita è considerata una delle cose che non ci abbandoneranno mai, lo è necessariamente anche il suo complemento, la gomma per cancellare che, a dispetto dell'avanzare di computer e palmari, sembra ancora avere una lunga vita davanti a sé. Al tempo dell"esplorazione del Nuovo Mondo, i conquistadores erano stati particolarmente colpiti da una sostanza resinosa sconosciuta, che Maya ed Aztechi da secoli impiegavano in svariate applicazioni: per sigillare contenitori per cibo e bevande, per incollare al corpo penne e altri oggetti, per impermeabilizzare calzature e fare palloni che rimbalzavano in modo singolare. Alle domande sulla natura di quello strano materiale gli indigeni rispondevano che si trattava delle lacrime di Caa-o-chu, il lattice bianco dell’albero che piange (hevea brasiliensis o caucho). Nei secoli successivi il caucciù era considerato semplicemente una curiosità da mostrare nei salotti e solo nel XVIII secolo si era riacceso l’interesse per questa pasta resinosa. Nel 1736 Charles Marie de la Condamine, scienziato ed esploratore francese, aveva portato all’Accademia delle Scienze di Parigi vari rotoli di caucciù vergine perché fosse studiato a fondo. Nonostante fossero state condotte analisi particolarmente accurate, non era stato possibile trovare alcuna applicazione pratica per questo materiale.