Eni, Versalis e Corepla insieme

Valorizzare le plastiche miste

Plastica e ambiente - mercoledì, 1 luglio 2020

Mettere a fattore comune le rispettive competenze per valorizzare e riciclare gli imballaggi in plastica, in particolare quelli non riciclabili meccanicamente che generano il cosidetto plasmix. È questo lo scopo dell’accordo a tre firmato da ENI, Versalis (società chimica di Eni) e Corepla.

 

L’alleanza ha l’obiettivo di fornire una soluzione concreta e sostenibile al recupero dei rifiuti di imballaggio in plastica a livello nazionale: attualmente più della metà degli imballaggi in plastica recuperati attraverso la raccolta differenziata in Italia, è avviata a riciclo meccanico per ottenere nuovi prodotti. La restante quota parte di plastiche post consumo eterogenee non idonee al riciclo meccanico, definita plasmix, viene oggi destinata prevalentemente ai cementifici, in sostituzione di combustibili fossili, in parte viene indirizzata al recupero energetico, mentre una quota residuale viene avviata in discarica.

 

L’accordo si pone l’obiettivo di avviare un piano di studi per sfruttare tutte le frazioni di plasmix disponibili nel circuito Corepla, mettendo a fattore comune le rispettive competenze per i processi di gassificazione e riciclo chimico attraverso pirolisi. Versalis ha infatti in corso la progettazione di un primo impianto di riciclo chimico da realizzare a Mantova, sulla base della tecnologia di pirolisi, che si aggiunge alle iniziative in ambito di riciclo meccanico in cui l’azienda è in prima linea.

 

Eni e Corepla hanno siglato anche un secondo accordo per verificare la fattibilità di valorizzare le plastiche a fine vita negli impianti che Eni sta studiando per la bioraffineria a Porto Marghera (Venezia) e presso la raffineria di Livorno per la produzione rispettivamente di idrogeno e metanolo ottenuti tramite gassificazione. La gassificazione è un processo tecnologico per la produzione di syngas, con una reazione termica a elevata temperatura controllata, in ambiente chiuso, e presenza di ossigeno e quindi senza emissioni dirette in camino, che avviene a condizioni di temperatura tali da vetrificare gli inquinanti e renderli inerti e stabili. Corepla fornirà un contributo essenziale per definire disponibilità e composizione del plasmix gestito attraverso il suo circuito a livello nazionale, in collaborazione con le imprese specializzate nel settore del recupero, al fine di renderlo idoneo rispetto alle diverse esigenze delle varie tecnologie.

 

“Gli accordi sottoscritti con Eni e Versalis si inseriscono in una strategia che mira a un completo recupero degli imballaggi in plastica. Vogliamo essere protagonisti e propulsori di una vera economia circolare basata su progetti concreti e innovativi rafforzando al contempo la leadership italiana di una chimica sempre più sostenibile. Un obiettivo che si concretizza grazie all'avanzamento tecnologico e al costante lavoro di innovazione e ricerca messo in campo da Eni, che ha saputo in questo anno procedere a un grande piano di riconversione dei suoi impianti, come è stato per Porto Marghera, sapendo guardare a un futuro green con lungimiranza ed efficienza. Un percorso che, siamo sicuri, procederà verso ulteriori traguardi e che vedrà Corepla sempre pronto a nuove sfide”, ha dichiarato il presidente di Corepla, Antonello Ciotti.

 

“Con questo accordo, che crea sinergie tra le competenze tecnologiche e stringe un’ampia alleanza di filiera, svilupperemo un modello circolare per le plastiche a livello nazionale al fine di trarne il massimo valore anche una volta divenute difficilmente riciclabili meccanicamente. Il rifiuto di oggi diventa una preziosa e sostenibile materia prima di domani”, ha commentato Daniele Ferrari, amministratore delegato di Versalis.

 

“Questa intesa è un ulteriore passo di Eni nel percorso strategico di decarbonizzazione delle proprie attività. Siamo stati primi al mondo a trasformare raffinerie tradizionali in raffinerie che producono biocarburanti di alta qualità da oli alimentari usati e di frittura, grassi animali e altri scarti non edibili. Ora l’obiettivo è diventare leader nei prodotti per la mobilità circolari, come l’idrogeno e il metanolo da materie prime difficilmente riciclabili”, ha dichiarato Giuseppe Ricci, Chief Refining & Marketing Officer di Eni.

 

L’intesa prevede inoltre l’estensione del progetto RiVending, avviato nelle sedi Eni a San Donato Milanese per il riciclo delle palette e dei bicchierini da caffè in polistirene dei distributori automatici, che sarà allargato ad altre sedi di uffici e nei siti industriali di Eni e Versalis.

 

L’accordo firmato oggi rientra nella strategia a lungo termine che porterà Eni ad affermarsi come leader nella produzione e commercializzazione di prodotti decarbonizzati. La compagnia sta infatti percorrendo un piano strategico inedito nell’industria che al 2050 le consentirà di abbattere l’80% delle emissioni carboniche assolute. Eni produrrà sempre più energia verde sviluppando le rinnovabili, produrrà gas, GNL e idrogeno da gas e da materie prime di origine bio, ripuliti dall’anidride carbonica grazie ai progetti di sequestrazione e stoccaggio, genererà bio carburanti nelle proprie bioraffinerie, nonché bio carburanti, metanolo e idrogeno da rifiuti e scarti, chimica da rinnovabili e da materie prime seconde.


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