Crocco ottiene la ISO 14067:2018

Packaging sempre più sostenibile con il calcolo immediato dell'impronta di carbonio

Materiali - martedì, 30 giugno 2020

Dopo l’imballaggio carbon neutral (impatto zero dal punto di vista delle emissioni di anidride carbonica) e quello con materiale da riciclo fino al 60% (raggiunte le prestazioni richieste dall’UE per il 2030, Crocco ha ottenuto, prima in Italia tra i produttori di film in polietilene, la certificazione ISO 14067:2018 Systematic Approach relativa al modello di calcolo dell’impronta di carbonio (carbon footprint) dei propri prodotti.

 

“Essendo da anni all’avanguardia nell’ambito del packaging sostenibile avevamo già calcolato e sottoposto a verifica di parte terza l’impatto climatico di alcuni nostri singoli prodotti, però ci siamo sentiti in dovere, nei confronti dei nostri clienti e delle richieste del mercato, di fare un passo oltre. Abbiamo infatti richiesto la verifica del nostro sistema di calcolo della carbon footprint applicabile all’intera gamma di prodotti”, ha spiegato l’amministratore delegato Renato Zelcher

 

La norma ISO 14067 indica infatti i requisiti per quantificare la propria carbon footprint, quindi la quantità di CO2 equivalente generata per chilogrammo di prodotto, conformemente alla visione del ciclo di vita (Life Cycle Assessment).

 

“Ora potremmo immediatamente comunicare l’impronta climatica del packaging che forniamo ai nostri clienti permettendo così a loro ed eventualmente anche ai loro clienti di venire a conoscenza di quanto sia ridotto l’impatto dei nostri film plastici. Senza contare che, aderendo al nostro programma Greenside, potranno anche compensare la parte rimanente di CO2 equivalente generata arrivando fino a un prodotto a zero impatto climatico”, ha aggiunto l’amministratore delegato.

 

Infatti, le proposte di ecodesign che Crocco offre alle aziende dell’industria alimentare e delle bevande, farmaceutica ecc., consentono di ridurre, fino ad azzerare, l’impatto del proprio imballaggio grazie a studi di efficientamento del packaging e l’uso di materiale da riciclo. A questo si lega poi la possibilità di compensare la parte residua con quote di carbon credit, ovvero finanziando progetti sostenibili come riforestazioni o produzione di energia da fonti rinnovabili.

 

“Questa certificazione permette a chi utilizza il nostro packaging di avere elementi certi, verificati, trasparenti e immediatamente utilizzabili (si risparmiano mesi di costose valutazioni e studi) per il proprio bilancio di sostenibilità e il proprio marketing. Tutto questo con la certezza che il dato comunicato risulti indirettamente verificato da un ente di parte terza (nello specifico SGS Italia) in quanto quest'ultimo ha verificato il nostro metodo di calcolo. D’altra parte, la sostenibilità non può essere un mero slogan, ma qualcosa di misurabile e verificabile, questa è da sempre la nostra attitudine”, ha concluso Zelcher.


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