L’inizio del 2019 di Borealis

I primi tre mesi tengono, nonostante tutto

Materiali - lunedì, 6 maggio 2019

Nei primi tre mesi del 2019, Borealis ha totalizzato un utile netto di 200 milioni di euro, rispetto ai 240 milioni di euro dello stesso trimestre del 2018. Tra gli elementi che hanno determinato il deterioramento degli utili rispetto a quest’ultimo periodo rientrano margini più bassi delle poliolefine in Europa, un contributo inferiore di Borouge e un prezzo di vendita più contenuto delle poliolefine in Asia.

Nel primo trimestre, l'indebitamento netto è aumentato di 429 milioni di euro, in gran parte a causa del pagamento di un dividendo di 400 milioni di euro nel 2018 agli azionisti. Un altro fattore che ha portato all'aumento della posizione debitoria è consistito nell'applicazione del nuovo principio contabile per i contratti di leasing che ha inciso sul debito dichiarato di 210 milioni di euro. L'afflusso di cassa dal risultato delle attività e dai dividendi di Borouge ha permesso a Borealis di conservare una posizione finanziaria forte, con un ridimensionamento del 28% alla fine del primo trimestre del 2019.

"Mentre il margine europeo delle poliolefine è rimasto stabile nel primo trimestre del 2019, le prospettive per l'intero anno rimangono incerte, sospinte dal rischio di un rallentamento economico e dalla crescente incertezza geopolitica. Il risultato di Borouge nel primo trimestre è stato solido, ma è stato ovviamente influenzato da Borouge 3. La solida prestazione finanziaria costante dello scorso anno e l'eccellente posizione finanziaria di Borealis ci hanno permesso di pagare un dividendo totale di 700 milioni di euro ai nostri azionisti per l'esercizio 2018", ha commentato Alfred Stern, CEO di Borealis.

"Nel secondo trimestre, Borealis si aspetta un risultato più forte, supportato dal business delle poliolefine. Anche gli esiti di Borouge dovrebbero essere buoni. Nel 2019 continueremo a concentrarci sulle alte prestazioni della nostra attività principale e a portare avanti i principali progetti di crescita globale", ha concluso Stern.


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