2019

Basf: Italia mercato solido, nonostante le vendite siano calate

Materiali - giovedì, 21 maggio 2020

Il mercato italiano si conferma solido, nonostante nel 2019 il valore delle vendite abbia raggiunto quota 1,769 miliardi di euro, ma in calo del 5,3% rispetto al 2018, principalmente legato al calo dei prezzi delle materie prime, ai conflitti commerciali fra Stati Uniti e Cina e alla crisi del settore auto. In uno scenario di mercato complesso, caratterizzato da forti tensioni commerciali internazionali, bassi prezzi delle materie prime e un generalizzato calo della produzione industriale a livello globale, questo risultato costituisce una conferma della solidità del mercato italiano e della sua strategicità per il gruppo.

 

“Il 2019 è stato un anno impegnativo, con forti perturbazioni a livello globale che hanno impattato sulle nostre performance di vendita. L’Italia ha comunque dimostrato di reggere bene, grazie anche alle caratteristiche del nostro tessuto imprenditoriale fatto di piccole e medie imprese che rappresentano una risorsa chiave per il made in Italy. Proprio a loro noi offriamo un’ampia gamma di prodotti essenziali in settori strategici: dal biomedicale al personal care, dal design alle costruzioni, senza dimenticare l’agricoltura e il farmaceutico. I nostri risultati 2019 sono in linea con le aspettative e rispecchiano un contesto di mercato critico che stimavamo già prima dell’emergere della problematica coronavirus. Ora, con la diffusione di una pandemia i cui effetti restano tutti ancora da ponderare, il quadro economico globale appare radicalmente mutato e lo sviluppo del business difficile da prevedere”, ha commentato Lorenzo Bottinelli, amministratore delegato e vicepresidente di Basf Italia.

 

Dal primo gennaio 2019 Basf ha riorganizzato la propria struttura in dodici divisioni, raggruppate in sei segmenti (Chemicals, Industrial Solutions, Materials, Nutrition &

Care, Surfaces Technologies, Agricoltural Solutions) per consentire una conduzione maggiormente differenziata dei business.

 

Il portafoglio prodotti del segmento Materials (che ha registrato un calo del 13,3%) comprende i materiali e i rispettivi precursori chimici per nuove applicazioni e sistemi. Ne fanno parte gli isocianati e le poliammidi, oltre ai prodotti di base inorganici e a specialità chimiche. Sono tutte soluzioni destinate a industrie dei materiali plastici e della lavorazione della plastiche, che poi vengono impiegate in diverse filiere, tra cui l’auto, il tessile e il calzaturiero. A impattare sulla prestazione di questo segmento e del precedente il calo dei prezzi delle materie prime e la contrazione della domanda di alcuni settori strategici; primo fra tutti l’auto. Più in dettaglio, da rilevare le prestazioni positive dei materiali destinati al settore del packaging, trainato dalla crescita delle bioplastiche su cui Basf ha puntato con decisione negli ultimi anni e che, attualmente, stanno registrando eccellenti prestazioni. Una crescita che riflette la nuova legislazione e le nuove tendenze sociali e di consumo.

 

Quanto al segmento Chemicals (-5,9%), quello “core” della struttura di Basf, che rifornisce sia gli altri segmenti con prodotti chimici di base sia i clienti dell’industria chimica e della plastica, ha registrato prestazioni che risentono del prezzo delle materie prime, petrolio in primis, progressivamente sceso a partire dalla seconda metà del 2018.

 

Investimenti e presenza nel Paese

Basf è una realtà fortemente radicata in Italia, dove è presente con 13 siti, di cui 8 produttivi, che impiegano complessivamente circa 1500 collaboratori. La presenza industriale e le attività produttive nel loro complesso creano un beneficio per il territorio italiano in termini di valore aggiunto, pari a 1,8 euro di effetto economico (diretto, indiretto e indotto) per ogni euro di fatturato in Italia. Negli ultimi cinque anni, il gruppo ha realizzato investimenti sul territorio italiano per circa 130 milioni di euro.

 

Nel corso del 2019, in particolare, è stato annunciato l’ampliamento del sito di Pontecchio Marconi (Bologna), il più importante del gruppo nel Paese, specializzato in additivi destinati al mondo della plastica, che prevede la realizzazione di un nuovo reparto, per un valore di investimento di oltre 20 milioni di euro. I lavori per la costruzione saranno ultimati nella seconda metà di quest’anno, in modo da poter avviare la produzione a partire da fine estate. Il nuovo reparto viene realizzato utilizzando le più moderne tecnologie e la nuova linea di produzione sarà totalmente automatizzata con le logiche tipiche dell'industria 4.0.

 

Scenario 2020

Il quadro economico del Sistema Paese è radicalmente mutato per effetto del coronavirus e le ricadute economiche, sociali e politiche sono ancora tutte da stimare. Da una parte interi settori sono messi in ginocchio, dall’altra rami industriali mostrano una forte crescita.

L’industria chimica, e con essa Basf, ha sostenuto in questa fase parte delle filiere strategiche ed essenziali per rispondere all’emergenza sanitaria in atto - farmaceutico, dispositivi medici, prodotti per l'igiene, agro-alimentare e packaging sono solo alcuni dei segmenti in questione - e continuerà senz’altro a giocare un ruolo fondamentale anche nelle fasi successive.

 

In questo momento è difficile fare una stima attendibile e significativa dell’impatto economico complessivo. Sarebbe anche fuorviante analizzare ora i flussi di domanda/offerta del mercato, impattati dal blocco delle attività e dal boom della domanda di alcune produzioni specifiche (come per esempio i prodotti per la detergenza e l’igienizzazione). Certamente, le soluzioni Basf alimentano diverse filiere, da quella farmaceutica a quella agro-alimentare, dal packaging ai materiali edili, dalla cosmetica al calzaturiero e molto altro ancora. Le prestazioni del settore rifletteranno quelle delle filiere e delle industrie servite e molto dipenderà da quanto velocemente l’intero sistema produttivo riprenderà a funzionare: ci sono settori industriali per cui, già prima dell’emergenza, Basf stimava un calo a livello globale (per esempio l’auto) e produzioni che, invece, stavano sperimentando una forte crescita come quella di bioplastiche.


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